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Cartelle esattoriali non pagate, cosa accade dopo

Published by
Ilaria Macchi

E’ più che naturale chiedersi quali siano le conseguenze quando si ricevono cartelle esattoriali non pagate, ecco cosa si deve fare.

Avere conti da saldare non piace certamente a nessuno, ma sappiamo bene come sia necessario farlo se si vuole essere in regola ed evitare di andare incontro a conseguenze peggiori. A volte, però, anche indipendentemente dalla propria volontà come accade in caso di errore o di dimenticanza, si può scoprire di avere cartelle esattoriali non pagate e si finisce per essere in ansia per quello che potrebbe accadere.

Avere debiti non può che generare ansia – Foto | Lamiapartitaiva.it

L’importo è inevitabilmente destinato a salire, ma si tratta dell’unico effetto, già di per sé sgradevole, o ce ne saranno altri? Chiederselo è più che naturale, non solo se si tratta di un fatto che si sta vivendo in prima persona, ma anche se non ci si vuole fare trovare impreparati se dovesse accadere in futuro.

Cartelle esattoriali non pagate? Il terrore di molti

Scoprire di avere debiti non piace a nessuno, soprattutto per chi è sempre ligio a rispettare le scadenze ma può vivere questa situazione anche solo per una semplice dimenticanza. I più attenti arrivano quasi a sudare freddo anche se l’importo da versare è minimo, soprattutto perché erano convinti di essere in regola.

L’Agenzia delle Entrate non può che rivendicare il diritto di avere quanto gli spetta attraverso l’invio delle cartelle esattoriali, che rappresentano un momento davvero cruciale. Da quando se ne riceve una, infatti, si devono calcolare 60 giorni per poter provvedere a versare quanto previsto.

A volte, però,, anche quella tempistica potrebbe non essere sufficiente se il contribuente ha altre spese e non ha quindi il denaro necessario per ottemperare all’obbligo. Le conseguenze in questi casi possono essere tre:

  • fermo amministrativo dei veicoli intestati al debitore;
  • pignoramento presso terzi:
  • ipoteca sugli immobili posseduti dal debitore, ma solo per debiti che superano i 20.000 euro.
Perdere la casa è la conseguenza più temuta – Foto | Lamiapartitaiva.it

Indipendentemente dalla strada prescelta, ci si deve preparare all’invio di un’altra comunicazione, da cui si dovranno calcolare altri 30 giorni per provvedere al pagamento. Se non si rispetterà nemmeno questa scadenza l’agente di riscossione potrà avviare l’azione esecutiva.

Non si arriva comunque in via immediata a quelle tre azioni anche se si hanno più cartelle esattoriali non pagate.

Ipoteca e pignoramento della casa: come evitarlo

Le conseguenze peggiori che tutti vorrebbero evitare in caso di cartelle esattoriali non pagate sono certamente ipoteca e pignoramento della casa, soprattutto perché queste possono portare a perdere definitivamente il luogo in cui si vive. Fortunatamente evitarlo non è impossibile.

L’ipoteca scatta infatti solo quando i debiti hanno superato la soglia di 20 mila euro. Paradossalmente non è necessario saldare totalmente quanto dovuto, basta semplicemente restare sotto quella cifra. Nel caso del pignoramento, invece, non si deve andare oltre i 120 mila euro.

La situazione non può che essere differente per chi è nullatenente, termine con cui si definisce qualcuno che non ha alcuna proprietà. In quel caso pignorare qualcosa è ovviamente impossibile. La pendenza comunque rimarrà e sarà destinata a restare tale per tutta la vita.

 

Ilaria Macchi

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