Roma, 14 gennaio 2026 – La Corte di Cassazione, con una sentenza depositata ieri mattina a Palazzo di Giustizia, ha messo un punto fermo sulla competenza territoriale nelle cause tributarie: conta il domicilio fiscale del contribuente. Una decisione che interessa migliaia di cittadini e imprese, confermando un principio su cui nei mesi scorsi si erano accesi non pochi dibattiti tra avvocati, giudici e operatori del settore.
La Cassazione chiude il caso: conta il domicilio fiscale
La questione, apparentemente tecnica ma con effetti concreti, riguarda dove si deve discutere una controversia col Fisco. Nella sentenza numero 1297/2026, resa pubblica poco dopo le 10, la Suprema Corte ha stabilito che il foro competente “è quello del luogo in cui il contribuente aveva fissato il proprio domicilio fiscale al momento del fatto generatore dell’obbligazione tributaria”. Un indirizzo chiaro, senza margini di dubbi o interpretazioni alternative.
Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate aveva spinto per far valere la competenza del foro dove si trova l’ufficio che ha emesso l’atto impugnato. Questo aveva creato diversi conflitti tra le Commissioni Tributarie Regionali, causando spesso ritardi nelle cause. La Cassazione ha invece ribadito – citando gli articoli 18 e 19 del decreto legislativo 546/1992 – che “la regola del domicilio fiscale garantisce uniformità e tutela le garanzie difensive del cittadino”.
Cosa cambia per cittadini e professionisti
“Questo pronunciamento mette ordine”, spiega al telefono Rosa Bellandi, avvocato tributarista di Roma. Per chi deve contestare una cartella esattoriale o un avviso di accertamento significa poter fare affidamento sul proprio territorio, spesso quello della propria residenza. “Così si evitano viaggi inutili e spese extra”, aggiunge Bellandi. Un aspetto importante soprattutto per professionisti e piccole imprese, che spesso lavorano con risorse limitate.
Secondo l’Associazione nazionale dei Tributaristi italiani, ogni anno si aprono più di 30mila cause legate a conflitti sulla competenza territoriale. “Spesso i processi restano bloccati anche per mesi a causa di questi dubbi”, sottolinea il presidente Mario Cocco. “La sentenza della Cassazione mette fine a questo problema e apre la strada a procedure più snelle”.
La posizione dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ha preso atto della decisione senza annunciare ricorsi o cambiamenti di strategia. In una nota diffusa nel pomeriggio si legge che “saranno subito adottate le direttive necessarie per uniformare la prassi amministrativa al nuovo orientamento della Corte”. Un passaggio fondamentale, visto che la confusione degli ultimi tempi aveva creato disagi sia agli operatori sia agli uffici territoriali dell’Agenzia.
Qualche dirigente – restando anonimo – ha espresso preoccupazione per i carichi già pesanti nelle Commissioni Tributarie Provinciali. “Serve una revisione degli organici”, spiega un funzionario da Napoli, “altrimenti rischiamo rallentamenti ancora maggiori”.
Un passo avanti, ma resta qualche dubbio
In un periodo segnato da un aumento dei conflitti tra Fisco e contribuenti, complici i controlli più serrati e gli incroci telematici, questo chiarimento arriva come un sospiro di sollievo. Gli addetti ai lavori dicono che tornare a un criterio stabile aiuta a rendere le cause meno costose e più rapide.
Non tutti però pensano che sia la parola definitiva. Alcuni giuristi ricordano che, nel caso di società con sedi sparse in tutta Italia, restano margini di incertezza. “È un tema da seguire con attenzione nei prossimi mesi”, avverte il docente universitario Gianni Allegri dell’Università Statale di Milano. Ma almeno per ora la regola è chiara: la competenza è legata al domicilio fiscale del contribuente, come ribadito dalla Suprema Corte.
Ora si attende che il Ministero della Giustizia – guidato da Francesca Colombo – segua quanto annunciato ieri sera alle 19 in una breve nota: “Vigileremo sull’applicazione uniforme della sentenza”. Nel frattempo cittadini e professionisti possono finalmente contare su un punto fermo concreto. E forse anche su un po’ più di chiarezza.
