Codice della Crisi d’Impresa: ANC Invia il Contributo sulla Seconda Bozza di Circolare dell’Agenzia

Luca Ippolito

21 Settembre 2026

Il 16 luglio 2026, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha scritto all’Agenzia delle Entrate, inviando osservazioni precise sulla seconda bozza della circolare relativa al Codice della Crisi d’Impresa. Non è un gesto qualsiasi: solo pochi mesi prima, il 15 maggio, l’ANC aveva già partecipato alla consultazione sulla prima parte del testo. Questa volta, però, il contributo è ancora più puntuale, con un’attenzione particolare alle criticità emerse e proposte concrete per migliorare il quadro normativo. Quando un ente di rappresentanza professionale di questo calibro si muove, la posta in gioco è alta. Le regole in via di definizione incidono direttamente su migliaia di professionisti e aziende che si trovano ad affrontare momenti complicati.

ANC, una voce chiave nel dibattito sulla crisi d’impresa

L’Associazione Nazionale Commercialisti è una delle categorie più influenti in Italia, fondamentale nel supportare le aziende che devono affrontare procedure concorsuali, crisi aziendali e riorganizzazioni finanziarie. La consultazione pubblica lanciata dall’Agenzia delle Entrate cerca pareri qualificati sull’applicazione del Codice della Crisi d’Impresa, pensato per rivedere misure preventive e interventi tempestivi. Nel suo contributo, l’ANC ha chiesto chiarimenti e criteri uniformi, evitando così interpretazioni ambigue che rischierebbero di rallentare il lavoro dei consulenti e complicare l’individuazione delle situazioni a rischio.

Per i commercialisti, avere una circolare chiara è essenziale per gestire al meglio i casi, nel rispetto della legge. Tra le criticità segnalate ci sono questioni legate ai tempi degli adempimenti, alle modalità di comunicazione con enti e clienti, e ai parametri per valutare i segnali di allarme. Le osservazioni dell’ANC coprono sia la struttura tecnica della circolare sia le conseguenze pratiche per chi deve applicarla giorno dopo giorno.

Come cambierà la vita delle imprese italiane

Il Codice della Crisi d’Impresa, una volta aggiornato con le modifiche emerse dalla consultazione, avrà un impatto importante sull’economia nazionale. Le nuove regole puntano a rendere più rapido il riconoscimento e la gestione delle difficoltà aziendali, con l’obiettivo di evitare, quando possibile, l’insolvenza. Le modifiche in discussione nella seconda parte della circolare dovranno rendere più semplice individuare tempestivamente le anomalie finanziarie, grazie a parametri più precisi e procedure ben definite.

In questo quadro, il contributo dell’ANC aiuta a trovare un equilibrio tra le esigenze della normativa e la pratica quotidiana. Le imprese, soprattutto quelle di medie dimensioni, aspettano regole solide ma anche flessibili, che diano strumenti affidabili senza appesantire troppo le decisioni. La nuova bozza di circolare è dunque un passo avanti verso un quadro normativo definitivo, che deve evitare sovrapposizioni e inefficienze.

Cosa succederà nei prossimi mesi

Il confronto e la revisione continueranno nelle prossime settimane, con ulteriori valutazioni da parte di esperti e associazioni. Il percorso si concluderà con l’adozione ufficiale della circolare aggiornata, che entrerà in vigore nel corso del 2026. Da questo documento dipenderà molto su come i professionisti affronteranno le complessità legate alla gestione delle crisi d’impresa.

Le osservazioni dell’ANC sono state accolte con interesse dagli esperti dell’Agenzia delle Entrate e rappresentano un tassello fondamentale per costruire un sistema regolatorio efficace. La rapidità con cui si stanno raccogliendo e valutando i contributi dimostra l’urgenza e la delicatezza del tema, che riguarda migliaia di imprese e professionisti in tutta Italia. A breve si attendono le valutazioni finali e la pubblicazione della versione definitiva, che guiderà le pratiche operative negli anni a venire.

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