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Come ottenere lo sgravio di una cartella esattoriale con ricorso in autotutela

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Enrico DS

Chi ha una o più cartelle esattoriali a carico dovrebbe sapere che esiste anche la possibilità dell’annullamento in autotutela. Ecco come funziona.

A molti di noi è capitato di ricevere da un ente pubblico una cartella esattoriale regolarmente pagata. In questi casi ci si deve immediatamente rivolgere all’ufficio competente per richiederne l’annullamento. E a quel punto cosa succede? Esistono tempistiche e regole certe riguardo all’esecuzione della pratica e alla verifica della propria situazione di regolarità con il fisco? Di seguito la risposta. 

Se l’iter della cartella esattoriale non pagate va avanti, il contribuente rischia di patire conseguenze anche gravi dal punto di vista economico-patrimoniale. (Lamiapartitaiva.it)

Come noto, la macchina burocratica – e segnatamente quella del Fisco – non guarda in faccia a nessuno. Le cartelle esattoriali non pagate vanno avanti, con il rischio per il contribuente incriminato di patire conseguenze anche gravi dal punto di vista economico-patrimoniale, quali pignoramenti, ipoteche, e così via. Vediamo come procedere al controllo della propria posizione per dormire sonni tranquilli.

Le “istruzioni” per lo sgravio della cartella esattoriale

Se e quando il contribuente ritiene di non dover pagare una cartella esattoriale, perché il versamento è stato già eseguito o per altre ragioni, è necessario che presenti un’istanza di autotutela. Il documento va inviato (anche tramite pec) all’ufficio competente in modo che chi di dovere corregga l’errore.

I contribuenti possono verificare direttamente se la cartella è stata annullata accedendo all’area riservata del portare dell’Agenzia delle Entrate. (Lamiapartitaiva.it)

In particolare, l’autotutela è ammessa nei casi di errori di persona, logici o di calcolo, o relativi al presupposto dell’imposta, alla doppia imposizione, alla mancata considerazione dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi. Una volta annullato il debito, l’ente invierà all’Agenzia delle Entrate lo sgravio.

In alcuni casi è possibile richiedere la sospensione della cartella, in vista del successivo annullamento. Su questo punto è tra l’altro intervenuta la riforma fiscale, rendendo in determinate circostanze l’autotutela obbligatoria. L’articolo 1 dello Statuto del contribuente, come modificato dalla Riforma fiscale sull’autotutela, prevede infatti che le regioni e gli enti locali, nel disciplinare i procedimenti amministrativi di loro competenza, non possano stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate dalle disposizioni di cui al comma 3-bis, ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela.

Infine, il contribuente può verificare direttamente se la cartella è stata annullata o meno accedendo alla propria area riservata del portare dell’Agenzia delle Entrate e scegliendo l’apposita funzione: l’avvenuto sgravio è indicato con il simbolo dell’euro seguito da un “SI”.

Enrico DS

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