Economia

Come rinunciare all’eredità senza pagare il notaio, sono in pochi a conoscere questa soluzione

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Antonia Festa

Rinunciare all’eredità dinanzi al notaio comporta dei costi. Quali sono le alternative che permettono di risparmiare denaro? Scopriamolo.

I chiamati all’eredità hanno il diritto di rinunciare al lascito, soprattutto quando non intendono affrontare le spese e i rischi relativi a eventuali debiti del defunto.

Come si effettua la rinuncia all’eredità? (lamiapartitaiva.it)

Non tutti, però, sanno che anche la rinuncia comporta dei costi, che variano a seconda della procedura utilizzata. Ci sono, in particolare, tre metodi: la dichiarazione rilasciata al cancelliere del tribunale del circondario dove è situata l’ultima residenza del defunto, la dichiarazione rilasciata al notaio di fiducia e il decorso di 10 anni per l’accettazione dell’eredità (rinuncia tacita).

Attenzione, però, perché potrebbero intervenire situazioni che determinano l’accettazione tacita dell’eredità, ad esempio, la vendita o la locazione dei beni oppure l’uso del denaro o dei beni mobili (come l’auto). Allo stesso modo, interviene l’accettazione se il convivente del defunto o chi possiede i beni rientranti nell’eredità non provvede con l’inventario dopo 3 mesi dal decesso e non effettua la rinuncia, entro i 40 giorni successivi.

Rinuncia all’eredità in Tribunale o davanti al notaio: qual è il metodo più conveniente ed economico?

Come abbiamo accennato, la rinuncia all’eredità non è gratuita ma prevede dei costi, che variano a seconda del metodo scelto dagli interessati.

Bisogna sostenere dei costi per rinunciare all’eredità (lamiapartitaiva.it)

Per la rinuncia tramite il Tribunale, bisogna pagare circa 200 euro per la registrazione dell’atto e 16 euro per la marca da bollo.

Per la rinuncia dinanzi al notaio, invece, ci sono le spese fisse di 200 euro di imposta di registro, di 45 euro di imposta di bollo e di 48 euro di marche da bollo per l’iscrizione nel Registro delle successioni. A tali spese va, poi, aggiunto l’onorario del notaio che, di solito, ammonta a circa 800 euro, ma che può variare a seconda dello specifico servizio reso e di eventuali accordi tra le parti.

Di conseguenza, coloro che decidono di rinunciare all’eredità devono pagare il notaio ma sono esonerati dalle altre spese accessorie legate a specifiche attività, come la pubblicazione del testamento. Specifichiamo, inoltre, che, per evitare qualsiasi spesa legata al coinvolgimento del notaio, il chiamato all’eredità che vuole rinunciare ha a disposizione la dichiarazione in tribunale, dinanzi al cancelliere.

Per il compimento della rinuncia, infine, ci sono due metodi. Uno è gratuito e ad esso possono fare ricorso tutti i chiamati all’eredità (ai sensi dell’art. 519 del codice civile) oppure solo alcuni (ai sensi dell’art. 478 del codice civile). L’altro modo, invece, è a titolo oneroso ed è chiamato “rinuncia dietro corrispettivo“.

Antonia Festa

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