Economia

Conto corrente cointestato, attento alla firma: se sbagli rischi di rimanere ‘fregato’

Published by
Andrea Marras

Si torna ancora una volta a parlare di conto cointestato. Questa volta capiremo meglio la differenza tra firma congiunta e disgiunta.

Conosciamo ormai molto bene le differenze che intercorrono tra firma congiunta e disgiunta, così come conosciamo altrettanto bene ogni aspetto del conto cointestato. Come detto ampiamente in altri contesti, ci sono sicuramente pro e contro da tenere a mente. Se da una parte c’è un abbattimento dei costi non indifferente, dall’altra ci possono essere anche tanti potenziali rischi.

Conto cointestato: ecco le insidie maggiori -(Lamiapartitaiva.it)

Una delle “fregature” più temute e discusse sul web riguarda la morte di uno dei beneficiari del conto. Se ciò si dovesse malauguratamente verificare, sarebbero dolori reali per gli altri intestatari. Questo, poiché le loro parti verrebbero congelate definitivamente. O almeno, questo dipende dalla firma scelta, ed è proprio a questo proposito che nasce l’articolo.

Conto corrente cointestato: la firma è fondamentale

Se hai aderito in passato ad un conto corrente cointestato, ci sono ulteriori aspetti a cui badare. Seppur sia un concetto che ormai si sa a memoria, come si dice in questi casi: repetita iuvant. La firma congiunta, in un conto simile, indica che per compiere qualsiasi operazione sarà necessario il consenso di tutti gli intestatari del conto. Se invece la firma scelta è disgiunta, si potrà fare da sé.

Quale firma sul conto conviene di più? (Lamiapartitaiva.it)

Questo poiché tutti gli intestatari, che siano due o più persone, godono degli stessi diritti a prescindere dalle operazioni. Una delle tipologie più indicate è sicuramente quella disgiunta, poiché permette di risparmiare non poco denaro sui costi di gestione. Una coppa di coniugi si dovrebbe ritrovare infatti ad avere dei conti separati, raddoppiando così il costo di mantenimento. Così facendo invece, si potrà risparmiare sia nel breve che nel lungo periodo.

Ma come anticipato nel titolo, occhio alle fregature. Infatti, per quanto anche la firma congiunta possa essere vantaggiosa, non sempre sarà facile riunire ogni intestatario al momento giusto e per ogni operazione. Per questioni organizzative chiunque ha orari diversi rispetto all’altro, a meno che non si tratti di moglie e marito o partner stretti. Se infatti si dovessero riscontrare delle difficoltà, si dovranno aspettare anche settimane intere solo per un prelievo. Cosa che non farebbe di certo piacere a chi di interesse.

Dunque, proprio alla luce di questo motivo, è molto più conveniente optare per una “versione” disgiunta del conto. Così da non perdere i vantaggi della contestazione, e al tempo stesso avere maggiore libertà. Libertà che, per dovere di cronaca, sarà valida anche per gli altri intestatari.

Andrea Marras

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