Contributi assistenza sanitaria esenti da tassazione anche senza rapporto di lavoro: guida aggiornata

Sonia Rinaldi

28 Gennaio 2026

Milano, 28 gennaio 2026 – Torna al centro del dibattito il tema della non concorrenza legata al reddito da lavoro dipendente, dopo un chiarimento giurisprudenziale che scioglie un nodo importante. La recente sentenza del Tribunale di Milano stabilisce che l’eventuale mancanza di reddito da lavoro dipendente nel momento in cui scatta la copertura assicurativa non compromette la validità della clausola di non concorrenza. Una questione che, nei mesi scorsi, ha coinvolto direttamente lavoratori, aziende e compagnie assicurative.

Non concorrenza e copertura assicurativa: cosa cambia davvero

Con la sentenza depositata lo scorso 15 gennaio, il tribunale milanese ha detto chiaramente che la presenza o meno di un reddito da lavoro dipendente al momento dell’attivazione della polizza non è decisiva per valutare se sussiste o meno il vincolo di non concorrenza. Il giudice ha spiegato che “la norma va interpretata guardando alla posizione complessiva del lavoratore nel mercato”, senza fermarsi a una temporanea assenza di contratto subordinato.

È un dettaglio tecnico, ma con effetti concreti. In pratica, anche se un lavoratore si trova senza contratto per pochi giorni proprio all’inizio della copertura assicurativa, questo non fa decadere le clausole di non concorrenza né le relative garanzie. Come sintetizza un consulente del lavoro sentito da alanews.it: “Non importa se al primo giorno dell’anno il lavoratore è senza contratto; conta la sua situazione professionale nel complesso”.

Che impatto ha questa decisione su lavoratori e imprese

La decisione arriva in risposta a dubbi nati dopo alcune controversie recenti. Alcuni dipendenti avevano visto contestare la validità delle garanzie per periodi di inattività coincidenti con l’attivazione delle polizze. Dall’altra parte, le aziende sostenevano che solo una continuità effettiva nel rapporto di lavoro potesse garantire le tutele previste.

“Non si può aggiungere un requisito – cioè la presenza concreta di un reddito – che la legge non prevede”, spiega l’avvocato Francesca Marchesi, esperta in diritto del lavoro. Per lei questa interpretazione più ampia tutela sia i diritti dei lavoratori sia gli interessi delle imprese, senza penalizzare chi attraversa momenti di cambiamento professionale.

Perché i giudici hanno scelto questa strada

Dietro questa scelta c’è la necessità, più volte sottolineata dalle associazioni di categoria, di evitare rigidezze inutili. Il mercato del lavoro oggi è caratterizzato da continui cambiamenti e rapporti spesso atipici; serve quindi una risposta più flessibile. La giuslavorista Maria Capello dell’Università Statale di Milano commenta così: “Proteggere solo chi ha il reddito attivo nel giorno preciso significherebbe lasciare fuori molti lavoratori che invece dovrebbero essere tutelati”.

Il tema è ben presente nella realtà. Negli ultimi tre mesi, dati Inps raccolti da alanews.it mostrano un aumento dei casi in cui lavoratori con clausole di non concorrenza hanno vissuto brevi periodi senza stipendio per passaggi tra contratti o pause volontarie. In questi frangenti la validità della copertura assicurativa era messa in discussione.

Cosa succede adesso? Tra sindacati e associazioni

Le principali sigle sindacali si dicono soddisfatte dell’interpretazione adottata dai giudici milanesi. Cgil e Cisl hanno sottolineato in una nota diffusa il 26 gennaio come “solo rispettando la flessibilità delle carriere moderne si può trovare un giusto equilibrio tra esigenze aziendali e tutela dei lavoratori”. Nel frattempo l’associazione delle imprese assicuratrici (ANIA) chiede “più chiarezza nelle norme” per evitare futuri contenziosi.

Nel prossimo futuro potrebbe arrivare un chiarimento ufficiale dal Ministero del Lavoro: fonti interne confermano che il tavolo tecnico è fissato per il 12 febbraio. Sullo sfondo resta la necessità di una regolamentazione che tenga conto delle nuove dinamiche del mondo produttivo.

In sostanza: l’assenza temporanea di reddito da lavoro dipendente quando parte la copertura assicurativa non porta automaticamente alla perdita delle garanzie sulla non concorrenza. Per qualcuno può sembrare una conferma ovvia, ma in realtà rappresenta una svolta importante soprattutto nelle zone grigie della contrattazione privata, offrendo finalmente maggiore chiarezza a chi ne aveva bisogno.

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