Roma, 13 gennaio 2026 – Oggi, a Roma, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha dato il via al calendario degli eventi del 2026 con il convegno “Fisco e Professione: Le aspettative per l’anno appena iniziato”. L’appuntamento, che si è svolto nella sala conferenze di Via XX Settembre, è iniziato poco dopo le nove del mattino. Numerosi professionisti, tra iscritti e delegati provenienti da varie regioni, si sono ritrovati per fare il punto sulle novità fiscali e sugli aggiornamenti che attendono la categoria nel nuovo anno.
Al centro dei lavori, come hanno messo in evidenza gli organizzatori dell’ANC, ci sono le “attese e le incertezze” che pesano su chi si occupa di consulenza fiscale e gestionale. Il presidente Marco Cuchel, aprendo la giornata, ha richiamato l’attenzione su diversi temi: la digitalizzazione dei processi, la semplificazione delle norme e le prospettive aperte dalla nuova Legge di Bilancio. “I commercialisti”, ha detto Cuchel durante il suo intervento, “si trovano ancora una volta in prima linea davanti ai cambiamenti introdotti dalle istituzioni”. Non si tratta solo di strumenti tecnici, ma anche della necessità di difendere il ruolo e la dignità della professione.
Durante la mattinata – tra documenti ufficiali e domande dal pubblico – si sono susseguiti relatori di varia provenienza. Oltre ai vertici dell’associazione, sono intervenuti dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate. Ampio spazio è stato dedicato alla nuova disciplina delle dichiarazioni precompilate, alle modifiche sul regime forfettario e alle ultime novità sulla fatturazione elettronica. Temi che, come ha raccontato una partecipante, Francesca Zanni di Modena, “sono diventati il pane quotidiano per chi lavora negli studi e si confronta con clienti sempre più esigenti”.
Uno degli argomenti più discussi è stato l’arrivo di nuove regole per la digitalizzazione degli adempimenti fiscali. I tecnici presenti hanno spiegato che il 2026 sarà un anno cruciale: tra scadenze ravvicinate e nuove piattaforme online, molti professionisti hanno espresso dubbi sulla reale capacità degli studi – soprattutto quelli medio-piccoli – di tenere il passo con i ritmi imposti dalla Pubblica Amministrazione. “Non basta informatizzare se manca un supporto vero alle categorie”, ha detto Gianni De Luca, responsabile fiscale ANC per il Lazio.
Un altro tema spinoso riguarda i rapporti tra i professionisti e lo Stato. Più di un relatore ha parlato della “crescente complessità” nel dialogo con gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Per molti commercialisti presenti in sala, c’è il rischio che le novità normative portino a nuovi obblighi burocratici invece che a una vera semplificazione. “Chiediamo regole chiare e tempi certi”, ha ribadito Cuchel tra gli applausi.
Nella seconda parte della mattinata l’attenzione si è spostata sull’aggiornamento professionale. La formazione continua è stata indicata come la vera sfida da affrontare: restare al passo con le ultime circolari e con le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate è ormai indispensabile per chi vuole offrire un servizio all’altezza ai clienti. Diverse università e centri specializzati hanno presentato nuove offerte formative pensate su misura per i commercialisti. Il tutto mentre – come ha ammesso Maurizio Tozzi, docente a Roma Tre – “il rischio di restare indietro è reale per molti colleghi”.
Durante la pausa caffè molti partecipanti hanno discusso anche di aspetti pratici: dai compensi professionali ai tempi dei nuovi adempimenti. Un clima attento, quasi sospeso in attesa degli sviluppi che arriveranno nei prossimi mesi con l’applicazione delle nuove norme.
In chiusura l’assemblea ha approvato un documento finale da sottoporre ai ministeri competenti: tra le priorità condivise ci sono la semplificazione burocratica, maggior tutela per la professione e un confronto più stabile con le istituzioni. “Le novità fiscali non devono trasformarsi in una corsa a ostacoli”, ha ribadito il presidente ANC. Da domani si torna negli studi, tra scadenze e nuovi obblighi: tutti sperano che il 2026 segni una stagione più ordinata per chi lavora ogni giorno nel mondo fiscale italiano.
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