Esiste una normativa a tutela dei lavoratori, grazie alla quale si è esonerati dal pagamento di alcuni debiti. A chi è rivolta?
La Legge n. 3 del 2012 (cd. Legge sul sovraindebitamento), contenuta nel Codice della crisi, consente a professionisti e imprenditori non fallibili di saldare i loro debiti, pagandone solo una parte.
L’art. 6 della Legge specifica che per sovraindebitamento deve intendersi la condizione di persistente squilibrio tra i debiti contratti e il patrimonio liquidabile per pagarli. Tale situazione comporta l’incapacità a regolarizzare la propria posizione.
Di recente, la Legge sul sovraindebitamento è tornata alla ribalta per una vicenda che ha fatto molto discutere. Un commesso di 40 anni, con moglie e 4 figli, aveva un debito di 80 mila euro. Il Tribunale ha disposto l’azzeramento di tale debito.
Nel 2017, l’uomo aveva speso delle consistenti somme di denaro per cambiare l’auto e per comprare arredamento per la casa. Nel 2018, impossibilitato a saldare i conti, aveva richiesto l’applicazione della Legge n. 3/2012.
Al momento della richiesta al Tribunale, l’uomo aveva pagato 350 euro al mese, per 4 anni, per un totale di 16.800 euro. I rimanenti 60 mila euro sono stati eliminati con sentenza del giudice.
In questa circostanza, la Legge sul sovraindebitamento è stata applicata al caso concreto in virtù di un conclamato principio in essa contenuto. Nessuno, infatti, deve essere costretto a pagare dei debiti a vita, se questi superano le capacità economiche di chi li ha contratti.
L’uomo ha versato, in tutto, 16.800 euro degli 80 mila euro totali perché era questa la cifra massima che poteva permettersi, senza che venissero meno gli obblighi di sostentamento della propria famiglia. È questa la ragione per la quale il rimanente importo è stato azzerato.
La vicenda, purtroppo, non è l’unica. Di recente, è diventato famoso il caso di un imprenditore di Gabicce Mare, la cui azienda era fallita, lasciando l’umo con un debito di oltre 15 milioni di euro. Grazie alla Legge sul sovraindebitamento, l’imprenditore ha pagato, in tutto, 55 mila euro (ossia il massimo che poteva permettersi) e, per mezzo dell’azzeramento delle altre somme, è riuscito a liberarsi dei creditori e a evitare ulteriori pignoramenti.
Negli ultimi anni, sono notevolmente aumentate le richieste da parte dei debitori di ricorrere alla tutela offerta dalla Legge n.3/2012, soprattutto dopo la crisi pandemica, la crisi economica e l’incremento del tasso di inflazione, che hanno messo in ginocchio liberi professionisti e imprenditori che, solo in questo modo, possono evitare conseguenze molto spiacevoli.
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