Roma, 18 gennaio 2026 – Ieri è stato definitivamente convertito in legge il Decreto Sicurezza che interviene sulla disciplina delle assunzioni obbligatorie, segnando un passo concreto nelle politiche del lavoro in Italia. La Camera ha dato l’ok giovedì pomeriggio e il testo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in tarda serata. Le novità riguardano da vicino aziende, pubblica amministrazione e persone con disabilità. L’obiettivo è rafforzare il rispetto delle quote di riserva, rivedendo sanzioni e modalità per coprire i posti previsti.
Al centro della norma resta l’obbligo, già previsto dalla Legge 68/1999, per le imprese pubbliche e private con un numero minimo di dipendenti di assumere lavoratori appartenenti alle categorie protette, con un’attenzione particolare alle persone con disabilità. Ora il DL sicurezza chiarisce tempi e modi: le aziende con più di 15 dipendenti devono comunicare entro 60 giorni dall’aumento del personale eventuali scoperture delle quote riservate e poi procedere alla copertura entro sei mesi. I tempi diventano dunque più stringenti, mentre le procedure si semplificano rispetto al passato.
“Non si tratta solo di rispettare una legge – ha detto la ministra del Lavoro, Maria Teresa Fiorentini – ma di mettere in pratica un diritto. Questo nuovo quadro vuole responsabilizzare sia i datori di lavoro che le istituzioni nel creare opportunità concrete”.
Nel testo finale spicca l’aggiornamento dell’apparato sanzionatorio. L’ammenda per chi non rispetta gli obblighi di assunzione ora va da 250 a 1.500 euro per ogni giorno di ritardo. Un importo pensato per “assicurare una deterrenza efficace”, spiegano fonti del Ministero del Lavoro. Più stringenti anche i controlli ispettivi, che potranno contare su dati incrociati tra Inps e Centri per l’impiego, permettendo verifiche quasi immediate sul rispetto delle norme.
Una misura che, secondo gli esperti sentiti alla Camera, dovrebbe aumentare il numero effettivo di beneficiari della legge, oggi stimati in circa 400mila persone con disabilità potenzialmente occupabili ma ancora fuori dal mercato del lavoro.
Il decreto riguarda tanto il privato quanto la pubblica amministrazione. Nel settore pubblico si specifica che le quote vanno coperte principalmente facendo scorrere le graduatorie dei concorsi già fatti o tramite chiamate numeriche quando previsto.
Confcommercio ha espresso qualche timore sui tempi ridotti: “Bisogna trovare un equilibrio tra inclusione e sostenibilità organizzativa”, ha detto il vicepresidente Luigi Carbone. Dal fronte pubblico invece – riferiscono da Palazzo Vidoni – il decreto mira a superare troppe deroghe e ritardi accumulati nel tempo.
Secondo le stime del Ministero dell’Economia, le novità introdotte dal DL sicurezza dovrebbero portare tra il 2026 e il 2028 circa 24mila nuove assunzioni obbligatorie, contribuendo a ridurre il divario rispetto agli obiettivi europei sull’inserimento lavorativo dei soggetti più fragili. Ma tutto dipenderà anche da come i Centri per l’impiego riusciranno a gestire l’aumento delle pratiche.
“Contiamo di vedere risultati già dalla seconda metà dell’anno”, ha dichiarato Marco Lo Russo, direttore generale dell’Inps. Nei primi mesi però potrebbero esserci rallentamenti legati all’adeguamento dei sistemi informatici e al maggior carico di richieste da parte delle imprese.
Le associazioni che rappresentano le persone con disabilità hanno accolto la riforma con cauto ottimismo. “È un passo avanti concreto – dice Francesca Marini dell’Anmic – ma serve garantire che l’inserimento lavorativo sia reale, non solo una questione formale legata al rispetto delle quote”. I sindacati invece chiedono verifiche “periodiche” sull’efficacia della nuova normativa.
L’intervento sulle assunzioni obbligatorie era atteso da tempo. Con la legge ormai in vigore, imprese e pubbliche amministrazioni saranno chiamate presto a una prova concreta. Sarà proprio sui dati degli inserimenti e sull’efficacia dei controlli che si vedrà davvero quanto vale questa riforma voluta dal Parlamento.
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