EFRAG mira a tagliare oltre il 50% dei datapoint obbligatori negli ESRS con 6 leve chiave

Franco Sidoli

30 Novembre 2025

Milano, 30 novembre 2025 – Sta prendendo forma il percorso per **semplificare gli standard tecnici europei**, con l’individuazione di **sei leve chiave** per rivedere le normative. La decisione, maturata nell’ultimo incontro tra Stati membri e principali autorità di regolamentazione, apre a un possibile **slittamento dei tempi** per la consegna del cosiddetto technical advice, la relazione tecnica che supporterà le future scelte legislative.

## **Le sei leve chiave per la semplificazione**

Fonti vicine ai lavori raccontano che le **sei direttrici principali** emerse riguardano: ridurre le duplicazioni, snellire i processi, aumentare la trasparenza, rendere più accessibili le informazioni, semplificare gli adempimenti e aggiornare le regole alle tecnologie digitali. Sono punti che – spiegano alcuni partecipanti – rispondono a “esigenze concrete degli operatori” e cercano di avvicinare le norme europee al mercato reale.

In particolare, la questione della **riduzione delle duplicazioni** normative è stata definita “centrale”. Un funzionario presente al meeting di Bruxelles ha sottolineato che “le aziende segnalano sovrapposizioni che complicano la conformità”. La razionalizzazione dei processi punta invece a tagliare passaggi inutili. Si chiede anche maggiore attenzione all’**accessibilità**, così da non lasciare indietro piccole imprese e operatori meno strutturati.

## **Slittamento dei tempi: perché si rischia il rinvio**

Lo spettro di un **ritardo nella consegna del technical advice** è emerso chiaramente durante il dibattito. La scadenza prevista era fine gennaio 2026, ma già dai documenti preliminari girati tra le delegazioni si parlava di una proroga di almeno due mesi. A detta di un delegato italiano, “la mole di materiale da analizzare è più grande del previsto”. Si sono cercate mediazioni, ma i ritardi sembrano difficili da recuperare.

Nel confronto è emersa anche la necessità di ascoltare più soggetti coinvolti: dalle imprese agli enti regolatori nazionali, fino alle associazioni dei consumatori. Un funzionario tedesco ha spiegato che “servono approfondimenti soprattutto sugli effetti delle nuove norme nei mercati locali”. Per questo – si legge nella sintesi finale – “spostare i termini potrebbe garantire una valutazione più completa ed efficace”.

## **Impatto sul mercato e reazioni degli operatori**

Dal fronte imprese, l’ipotesi di uno **slittamento** viene accolta con cautela. Alcuni rappresentanti delle associazioni di categoria sentiti da alanews.it hanno espresso preoccupazione per la “continua incertezza normativa”. C’è però chi vede nella proroga un’occasione: “Meglio qualche settimana in più per avere regole chiare”, dice la responsabile compliance di un grande gruppo industriale milanese.

Diverse sono invece le difficoltà segnalate dalle piccole realtà. Il presidente di una confederazione lombarda delle PMI ricorda che “ogni mese perso pesa sulle pianificazioni aziendali” e chiede uno sforzo per “evitare rinvii continui”. Tra gli addetti ai lavori resta forte la sensazione che serva un equilibrio delicato tra rapidità e qualità delle norme.

## **Prossimi passi e tempi da rispettare**

Il cammino verso una **semplificazione concreta** resta segnato da scadenze precise. Nel verbale approvato ieri sera – dopo ore di confronto serrato – si stabilisce che le autorità dovranno consegnare una bozza aggiornata entro metà febbraio 2026. Da lì partirà una consultazione pubblica di almeno quattro settimane, aperta a commenti scritti e incontri tecnici.

“Il processo resta aperto ai contributi di tutti”, ha assicurato il portavoce della commissione tecnica europea, aggiungendo che “nessun settore produttivo sarà lasciato indietro”. La decisione finale sul calendario arriverà nelle prossime due settimane, durante una nuova sessione plenaria a Bruxelles.

Nonostante i tempi ancora incerti, nei corridoi istituzionali si respira una prudente fiducia. Un dirigente del Ministero dell’Economia francese confida che “la direzione è chiara: serve più trasparenza e meno burocrazia”. Ma sarà solo il lavoro dei prossimi mesi a dire se queste sei leve basteranno davvero a trasformare oggi le ambizioni in norme più semplici ed efficaci domani.

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