Il 15 aprile 2026, a Roma, si sono chiuse le urne per il rinnovo del Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Consulenti . Elbano De Nuccio ha ottenuto la riconferma, ma il risultato ha lasciato più di qualche malumore tra gli iscritti. Non si è trattato di un voto tranquillo: i toni sono rimasti accesi, a testimonianza di un’associazione divisa, in bilico tra vecchie sfide e nuove pressioni. Marco Cuchel, presidente dell’ANC, non ha nascosto la propria amarezza, pur ribadendo la volontà di affrontare con decisione questo momento cruciale. Il futuro dell’ANC si gioca anche su queste tensioni, con strategie interne che dovranno fare i conti con un clima tutt’altro che sereno.
Le elezioni del 15 aprile hanno sancito una scelta chiara: gli ordini territoriali hanno voluto confermare Elbano de Nuccio alla guida del Consiglio Nazionale. Una decisione che dà continuità a un percorso già avviato negli anni passati. Ma non è stata una scelta unanime, anzi, ha acceso un dibattito interno sul cammino da seguire per affrontare le sfide che attendono la categoria. Il voto riflette la preferenza per l’esperienza consolidata, a scapito di possibili svolte più radicali. Nelle assemblee, si è cercato di bilanciare il desiderio di rinnovamento con la necessità di stabilità. Sostenere nuovamente de Nuccio significa anche riconoscere la sua capacità di rappresentare al meglio i consulenti a livello nazionale.
Il presidente Marco Cuchel non ha nascosto la propria delusione per il risultato. In una dichiarazione rilasciata subito dopo il voto, ha sottolineato come l’esito non rispecchi le aspettative di una parte significativa dell’associazione. Cuchel avrebbe voluto un segnale di discontinuità, un cambio di passo nella gestione attuale. Nonostante la riconferma di de Nuccio, però, il presidente ha ribadito la sua volontà di portare avanti il progetto di riforma. Il suo messaggio è chiaro: “non si può abbassare la guardia, serve più impegno per rinnovare la rappresentanza e coinvolgere maggiormente i consulenti”. Per Cuchel questa fase è solo all’inizio e sarà fondamentale lavorare con concretezza per superare le tensioni e guardare al futuro con spirito costruttivo.
Con il voto alle spalle, l’ANC si trova davanti a un bivio. La conferma di de Nuccio garantisce continuità, ma al tempo stesso apre nuove sfide, soprattutto sul fronte delle aspettative degli iscritti. L’associazione dovrà trovare il modo di unire esperienza e innovazione per mantenere una leadership credibile e efficace. I prossimi mesi saranno decisivi per capire come si muoveranno le politiche interne e i piani di sviluppo. La pressione per un cambiamento reale cresce, soprattutto dopo le parole di Cuchel, che ha già annunciato una spinta forte verso la riforma. Le dinamiche interne restano fragili e potrebbero condizionare il rapporto dell’ANC con le istituzioni e con il mercato del lavoro. Mentre la categoria e gli osservatori esterni restano vigili, ogni passo sarà cruciale per il futuro di un settore in continua evoluzione.
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