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Errore nella comunicazione d’opzione: credito fiscale resta valido nonostante la cessione

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Sonia Rinaldi

Milano, 3 dicembre 2025 – La spesa sostenuta dal contribuente resta il riferimento fondamentale per calcolare lo “sconto sul corrispettivo”, anche quando si parla di cessione del credito. A confermarlo è l’ultimo chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, arrivato questa mattina in risposta ai tanti dubbi che imprese e cittadini avevano sollevato dopo i cambiamenti agli incentivi fiscali per l’edilizia.

Lo sconto si calcola sempre sulla spesa reale

Al centro del dibattito c’è il meccanismo dello “sconto in fattura”, una misura lanciata nei mesi scorsi per facilitare i lavori di ristrutturazione e efficientamento energetico. Secondo le nuove regole, chi fa i lavori può scegliere se detrarre la spesa nel tempo, ottenere subito uno sconto sull’importo dovuto all’impresa oppure cedere il credito a terzi (banche o intermediari finanziari). Ma con le modifiche dell’estate scorsa, molti si sono chiesti quale fosse la base esatta su cui calcolare lo sconto o la cessione.

A fare chiarezza ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate, che poco dopo le 10 ha diffuso una nota: “La base di calcolo rimane la spesa effettivamente sostenuta e documentata dal beneficiario,” si legge nel comunicato. Un passaggio tecnico, certo, ma decisivo per chi sta valutando lavori agevolati: avere lo sconto o cedere il credito non cambia in nessun modo l’importo originale su cui si applica l’agevolazione.

Come funziona nella pratica

In soldoni, questo significa che anche se l’impresa esecutrice o chi compra il credito applica un taglio sull’importo spettante (per esempio una percentuale più bassa rispetto al massimo detraibile), il limite di spesa riconosciuto dalla legge resta invariato. “Conta quel che ha pagato il cliente, non quanto incassa il fornitore”, spiega un funzionario dell’Agenzia che ha lavorato alla nota.

Facciamo un esempio: per un intervento da 30mila euro, il cittadino può ottenere uno sconto immediato oppure cedere un credito pari al 50% della spesa (secondo le aliquote vigenti), senza che conti poi l’accordo tra fornitore e cessionario sul valore effettivo del credito. Gli uffici di via Cristoforo Colombo a Roma sottolineano che questa regola vale sia per il Superbonus sia per gli altri bonus edilizi, come Ecobonus e Bonus ristrutturazioni.

Dubbi messi da parte dopo mesi di attesa

Questo chiarimento arriva dopo mesi di richieste da parte soprattutto degli ordini professionali – architetti e commercialisti in testa – ma anche dalle associazioni dei consumatori. “La norma non era chiara su questo punto e in qualche caso rischiavamo di dover restituire parte dell’agevolazione”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Ora che la questione è stata ufficializzata, quel rischio sembra allontanarsi.

Anche molte aziende del settore avevano iniziato a ridurre gli sconti offerti proprio per evitare problemi legati a interpretazioni troppo restrittive. Una fonte vicina ad ANCE Lombardia conferma: “Senza indicazioni chiare rischiavamo di perdere clienti o incorrere in contestazioni future”. Solo con la circolare dell’Agenzia delle Entrate, insomma, la situazione appare finalmente definita.

Cosa cambia per contribuenti e imprese

L’effetto pratico interessa decine di migliaia di famiglie e imprese che in queste settimane stanno pensando a lavori di riqualificazione. Secondo i dati più recenti di Cresme, solo nella prima metà del 2025 sono state avviate oltre 82mila pratiche di cessione del credito. La maggior parte nei grandi centri urbani: Milano, Torino e Roma guidano la classifica. Il timore era che l’incertezza rallentasse ancora i cantieri, già frenati da tempi lunghi e controlli più rigidi sui requisiti.

Non sono mancate però critiche: “Il sistema resta complicato, serve una semplificazione”, dice a chiare lettere Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia. Nel frattempo però una cosa è chiara: lo “sconto sul corrispettivo” continuerà a basarsi sulla spesa realmente sostenuta, anche quando si parla di cessione del credito.

Così, mentre restano aperti molti dubbi sui dettagli tecnici – dalla documentazione richiesta alle tempistiche per la compensazione – cittadini e imprese possono ora muoversi con una certezza in più. Almeno su questo punto.

Sonia Rinaldi

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