Roma, 21 novembre 2025 – L’**Associazione Italiana Dottori Commercialisti** (**AIDC**) ha fatto sentire la sua voce ieri, con una nota ufficiale, esprimendo forti **dubbi** su una delle misure inserite nel **Disegno di legge di bilancio 2025**, ora al vaglio del Parlamento. Al centro della polemica c’è la proposta di rendere pienamente imponibili le **plusvalenze** derivanti dalla vendita di partecipazioni qualificate, anche quando la quota detenuta è sotto il 10%. Per l’AIDC, questo cambiamento rischia di avere un impatto pesante sulle regole fiscali che riguardano le partecipazioni societarie, con conseguenze importanti per imprenditori, professionisti e investitori.
## Plusvalenze sulle quote sotto il 10%: cosa cambia davvero
Secondo il testo in discussione alle Camere, tutte le **plusvalenze** realizzate dalla vendita di partecipazioni non qualificate – cioè quote inferiori al 10% – sarebbero tassate per intero. Fino a oggi queste plusvalenze godevano di un trattamento fiscale più leggero rispetto a quelle sulle partecipazioni qualificate (quote oltre il 10%). Il Ministero dell’Economia punta a mettere ordine e a rendere tutto più uniforme, eliminando disparità ritenute ingiustificate.
L’AIDC però suona un campanello d’allarme: “Si rischia di creare confusione normativa”, avverte. Secondo i commercialisti, la nuova regola potrebbe colpire soprattutto piccoli investitori e operatori che non hanno poteri decisionali, frenando così la circolazione delle piccole quote e creando problemi alla liquidità del mercato azionario italiano.
## Le preoccupazioni dell’AIDC: chi ci rimette davvero
“La misura fa poca distinzione tra chi controlla e chi no”, si legge nella nota dell’**AIDC**. E questo può ritorcersi contro chi detiene meno del 10% senza alcuna influenza diretta nelle società. In particolare, i piccoli azionisti e i soci di minoranza in startup o PMI innovative potrebbero ritrovarsi penalizzati.
Andrea Ferrari, presidente dell’AIDC, è netto: la tassazione piena sulle plusvalenze delle quote minori “potrebbe danneggiare chi non ha voce nelle scelte aziendali”. Ferrari invita il Parlamento a riflettere bene sull’impatto che questa misura potrebbe avere sull’**attrattività degli investimenti privati** nel nostro sistema produttivo.
## Questioni aperte: definizioni e possibili contenziosi
Non è solo una questione fiscale. La definizione stessa di partecipazioni qualificate o meno – spesso oggetto di interpretazioni diverse da parte dell’Agenzia delle Entrate – torna a creare dubbi con questa nuova norma. Un membro del consiglio nazionale dell’AIDC coinvolto nel dossier segnala che l’introduzione della tassazione integrale per le quote sotto il 10% rischia di aprire scenari complicati su casi particolari.
Non mancano poi i timori per un aumento dei **contenziosi fiscali**, soprattutto quando si tratta di cessioni dentro strutture societarie complesse o in presenza di patti parasociali che possono modificare i poteri reali degli azionisti.
## Parlamento sotto pressione: si cercano soluzioni
La misura ha acceso subito il dibattito politico. Diverse forze hanno già annunciato emendamenti in vista del voto finale. La relatrice della legge di bilancio in Commissione Finanze, **Maria Grazia Russo (Pd)**, ha detto ieri sera: “Bisogna ascoltare bene i professionisti e garantire regole chiare che non penalizzino i piccoli risparmiatori”.
Dal Governo però arriva una linea ferma: “Uniformare il regime fiscale sulle partecipazioni è un principio condiviso in Europa”, assicurano fonti vicine al Ministro dell’Economia. La partita quindi resta aperta. Nelle prossime settimane sono attese nuove audizioni dei professionisti – inclusa proprio l’**AIDC** – prima del voto definitivo in Aula.
## Attesa sui mercati: serve chiarezza subito
Sul fronte operativo c’è molta prudenza. Tra gli operatori finanziari sentiti questa mattina vicino a **Piazza Affari**, a Milano, molti clienti hanno già chiesto ai consulenti simulazioni sugli effetti della possibile piena tassazione. Il commercialista milanese **Luca Carli** sintetizza così la situazione: “Serve capire tempi e modalità precise per applicare la norma”. Solo con questi chiarimenti si potrà decidere se e come cambiare strategie.
Il nodo resta quindi aperto: nelle settimane a venire vedremo se la norma verrà modificata o entrerà in vigore così com’è prevista oggi. Di certo però la questione della **piena imponibilità delle partecipazioni sotto il 10%** resterà uno dei temi caldi fino all’ultimo passaggio parlamentare della manovra.
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