Frode e Omissioni nel Concordato Minore: Come l’Art. 106 del CCII Influenza il Consenso dei Creditori

Franco Sidoli

31 Gennaio 2026

Roma, 31 gennaio 2026 – Nel complesso mondo delle procedure per risolvere le crisi d’impresa, gli atti citati dall’articolo 106 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) giocano un ruolo importante anche nel concordato minore. Questo strumento è pensato per piccoli imprenditori e professionisti che devono mettere ordine nei loro debiti. La questione è tornata sotto i riflettori in tribunale, ma anche altrove, dopo alcune sentenze recenti che hanno dato nuove interpretazioni.

Il concordato minore e gli atti che mettono a rischio i creditori

Il concordato minore è una strada prevista dalla legge per piccole aziende, lavoratori autonomi e professionisti che si trovano in difficoltà economica o insolvenza. Regolato dagli articoli 74 e seguenti del CCII, permette al debitore di presentare ai creditori un piano per riorganizzare i debiti e evitare il fallimento – oggi chiamato liquidazione giudiziale.

Ma attenzione: come ricordano diversi giudici che recentemente si sono trovati davanti a questi casi (l’ultimo, al Tribunale di Torino il 16 gennaio), non tutti gli atti fatti dal debitore prima di aprire la procedura vengono ignorati. Anzi, la legge guarda con particolare sospetto a certi atti potenzialmente dannosi per i creditori, elencati proprio nell’articolo 106 del CCII. Parliamo soprattutto di regali fatti senza motivo, pagamenti anticipati o non dovuti, garanzie concesse e trasferimenti di beni negli ultimi sei mesi prima della richiesta.

Cosa dice l’articolo 106 CCII

L’articolo 106 mette nero su bianco quali sono gli atti che possono essere annullati: tutti quei gesti che rischiano di danneggiare i creditori devono essere dichiarati nulli, a meno che il debitore non abbia agito in buona fede o sia stato necessario per mantenere in piedi l’attività.

Qualche esempio? Pagare un debito quando ancora non si doveva o mettere un’ipoteca a favore di un creditore privilegiato poco prima della crisi. Gli esperti spiegano che questa norma serve a evitare che chi ha problemi cerchi di favorire solo alcuni creditori lasciandone altri al palo.

Anche nel concordato minore valgono queste regole

Un punto ancora dibattuto tra giuristi ed esperti è se queste regole si applichino davvero anche al concordato minore. Non è un dettaglio da poco: spesso i piccoli imprenditori cercano di sistemare all’ultimo momento solo certi debiti, magari per motivi personali o rapporti stretti.

Una relazione recente della Commissione riforme del Ministero della Giustizia, uscita il 14 gennaio scorso, chiarisce che “la disciplina sugli atti pregiudizievoli va applicata anche alle procedure minori”. Si cita l’impianto generale del CCII e la necessità di tutelare tutti i creditori allo stesso modo. Ma non manca chi invita a procedere con cautela. Il giudice Daniele Fiorentino del Tribunale civile di Roma ha spiegato durante un convegno a Palazzo di Giustizia: “Non basta vedere un pagamento anticipato per dire che danneggia gli altri creditori. Serve dimostrare con chiarezza la volontà di favorire qualcuno”.

Cosa cambia nelle procedure e cosa aspettarsi

Sul campo, queste possibili revoche hanno un peso notevole sulle decisioni finali. Nei tribunali fallimentari di Milano, Napoli e Bologna, le richieste dei creditori sono state spesso accolte quando veniva fuori che il debitore aveva fatto pagamenti selettivi o mosso beni in modo sospetto. In questi casi scatta l’obbligo di restituire quanto dato o di reinserirlo nel patrimonio da dividere tra tutti.

Un dettaglio importante che molti consulenti sottolineano ai clienti fin da subito.

In tempi come questi, dove tante microimprese affrontano difficoltà finanziarie serie, applicare bene le norme sugli atti pregiudizievoli è fondamentale. Come avverte Anna Lorusso, commercialista specializzata in crisi d’impresa: “Chi segue il debitore deve informarlo subito sulle conseguenze delle sue scelte. Muoversi senza pensarci può far saltare tutto il piano e peggiorare la situazione”.

Cosa ci aspetta: interpretazioni e incertezze

Insomma, resta centrale il ruolo degli atti indicati dall’articolo 106 CCII, anche dentro il quadro del concordato minore. La maggior parte degli esperti e dei giudici spinge verso una lettura ampia e prudente della norma. Servirà però più uniformità nelle sentenze per togliere dubbi e ansie agli imprenditori in difficoltà – e anche ai loro consulenti – nei mesi a venire.

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