Categories: Tasse

Fusioni retrodatate e postdatate: cosa cambia per gli adempimenti fiscali in Italia

Published by
Sonia Rinaldi

Roma, 29 novembre 2025 – Nel mondo delle **operazioni societarie** italiane, la questione della **retrodatazione** continua a far discutere imprenditori, professionisti e giuristi. Oggi, giovedì mattina, è arrivato un chiarimento importante dal **Ministero dell’Economia**, che ha inviato una nota agli ordini professionali. Al centro del dibattito c’è il dubbio se si possa o meno retrodatare gli effetti di alcune operazioni straordinarie, soprattutto quando si tratta di una vera e propria **trasformazione** della società.

## **Retrodatazione e trasformazioni: il principio ribadito**

Il ministero ha ribadito con chiarezza: la **retrodatazione degli effetti** non è possibile quando l’operazione cambia la natura giuridica della società. Spiegano testualmente: “Non si può applicare la retrodatazione a operazioni che modificano l’assetto giuridico e patrimoniale della società, come accade nelle trasformazioni”. Un principio che non è nuovo, ma torna sotto i riflettori dopo alcune richieste arrivate da notai.

## **Cos’è la retrodatazione e perché non vale per le trasformazioni**

La **retrodatazione**, nel mondo delle società, significa far partire gli effetti civili o fiscali di un’operazione da una data precedente rispetto alla firma o al deposito dell’atto. In fusioni e scissioni questo è ammesso entro certi limiti dalla legge. Ma per la **trasformazione** – ovvero quando una società cambia forma, per esempio da S.r.l. a S.p.A. – le regole sono diverse.

Come spiegano gli esperti: “Nelle trasformazioni, la retrodatazione può influire sui diritti di terzi e su situazioni già consolidate. Un rischio che il legislatore ha scelto di evitare”. La protezione dei creditori e la certezza nei rapporti sono le ragioni principali dietro questa scelta.

## **Reazioni dal campo e cosa cambia davvero**

Le prime reazioni non si sono fatte attendere. Il notaio romano **Mario Rizzo** ha detto ad alanews.it: “Spesso le imprese vogliono sapere se possono far valere una trasformazione da una data precedente alla fine dell’anno fiscale. Ma le regole sono chiare: non si può.” Questa chiarezza serve proprio a evitare contenziosi o malintesi tra le parti.

Chi lavora nel settore ricorda come questo tema torni sempre nelle chiusure d’anno. Le richieste di retrodatazione spesso nascono per motivi fiscali o organizzativi, ma si scontrano con limiti ben precisi imposti dalla legge – limiti confermati dal recente chiarimento del ministero.

## **Le norme dietro il divieto**

La base normativa è l’articolo 2500 del codice civile, che regola proprio la **trasformazione** delle società. Come spiega lo studio legale **Rossi & Partners**, “la legge richiede adempimenti formali rigidi e tutela i terzi da cambiamenti potenzialmente dannosi”. Per fusioni e scissioni invece la retrodatazione resta possibile entro certi paletti, secondo gli articoli 2501-ter e seguenti.

L’Agenzia delle Entrate aveva già escluso la retrodatazione per le trasformazioni in vari documenti ufficiali. Ora anche il Ministero dell’Economia mette un sigillo su questa posizione. È un dettaglio tecnico ma decisivo per chi deve organizzare attività d’impresa in modo sicuro.

## **Cosa significa tutto questo per le imprese**

In pratica, chi decide di fare una **trasformazione societaria** deve sapere che l’efficacia legale scatta solo dalla data dell’atto o dal suo deposito al Registro delle Imprese. Non esistono scorciatoie temporali. Alcuni commercialisti romani sentiti oggi in via Po confermano: “Questo può complicare chi vuole chiudere l’esercizio puntando su un cambio di forma societaria”.

## **Nessuna novità all’orizzonte**

Al momento non sono previsti cambiamenti di legge su questo fronte. Fonti parlamentari spiegano che “la questione non è all’ordine del giorno” per questa sessione parlamentare. Insomma, vale ancora il principio: niente **retrodatazione** per le trasformazioni, così si protegge la trasparenza dei rapporti tra imprese e terzi.

In conclusione, il chiarimento odierno fa chiarezza su un tema complesso ma concreto. Le società italiane devono tenere a mente: la retrodatazione c’è sempre, ma non quando si cambia davvero l’identità giuridica della società.

Sonia Rinaldi

Recent Posts

Nuovo OIC 5: guida all’adozione anticipata nei bilanci dal 2026 al 2027

Il 2026 è l’anno fissato per l’entrata in vigore di un nuovo principio contabile, ma…

3 ore ago

La Corte Ue conferma i limiti alla pubblicazione dei dati personali degli azionisti di minoranza

«I dati personali degli azionisti di minoranza non devono essere obbligatoriamente pubblicati»: è questa la…

3 ore ago

Clausola antistallo nel CdA: una soluzione necessaria per evitare lo scioglimento della società

Il consiglio di amministrazione di una società si è trovato paralizzato, incapace di trovare una…

8 ore ago

Iscrizione Commissari Giudiziali e Straordinari: Scadenza 15 Ottobre, Come Candidarsi Online

“Le domande per il concorso pubblico 2024 si accettano solo online”. È questa la novità…

8 ore ago

Nuova disciplina delle perdite su crediti aggiornata al Codice della Crisi nel TUIR 2024

Quando una legge cambia, le conseguenze possono essere più profonde di quanto si pensi. È…

24 ore ago

Codice della Crisi d’Impresa: ANC Invia il Contributo sulla Seconda Bozza di Circolare dell’Agenzia

Il 16 luglio 2026, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha scritto all’Agenzia delle Entrate, inviando osservazioni precise…

24 ore ago