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Il commercialista del futuro: come l’intelligenza artificiale trasforma la professione

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Luca Ippolito

Milano, 16 novembre 2025 – La contabilità sta vivendo una vera rivoluzione. Lo conferma il nuovo report “Future Ready Accountant” 2025 di Wolters Kluwer, uscito proprio oggi. Il profilo del commercialista sta cambiando velocemente, spinto dall’arrivo sempre più massiccio di intelligenza artificiale, analisi dati e strumenti digitali. Il documento, alla sua seconda edizione, offre uno sguardo dettagliato sullo stato e le prospettive del settore fiscale e contabile nel mondo, con un focus speciale sulle sfide e le opportunità per i professionisti italiani.

La svolta digitale che sta cambiando il fisco

Nel cuore del report, che si può trovare sul sito di Wolters Kluwer, c’è un dato che salta all’occhio: l’intelligenza artificiale non è più roba da fantascienza. Oggi è una realtà concreta per molti studi professionali. Secondo l’indagine, fatta su più di 2.000 professionisti tra Europa, Stati Uniti e Asia, più del 60% usa già sistemi basati su machine learning per automatizzare compiti ripetitivi come la gestione delle fatture o il controllo dei movimenti bancari. Un cambio di passo che, come spiega Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC), “sta trasformando il ruolo del commercialista: meno numeri fatti a mano, più consulenza strategica”.

Anche in Italia la tendenza è evidente. A Milano, dove si contano circa 12.000 iscritti all’Ordine, l’uso di software gestionali avanzati è cresciuto del 35% rispetto al 2023. “Solo due anni fa – ricorda Cuchel – molti erano dubbiosi sull’utilità dell’IA. Ora la domanda è: come usarla al meglio per dare un vero valore ai clienti?”.

Dati e numeri: la nuova sfida della consulenza

Non si tratta solo di automatizzare. Il report mette in luce come la vera prova per i commercialisti sarà saper leggere e interpretare i dati che arrivano dai sistemi digitali. Oltre il 70% degli intervistati è convinto che l’analisi dati sarà fondamentale nei prossimi cinque anni. “I clienti non vogliono più solo chi mette nero su bianco i bilanci – racconta Laura Riva, commercialista a Milano – ma chi li aiuta a capire i numeri e a fare scelte più consapevoli”.

Di pari passo cresce la voglia di formazione. Wolters Kluwer segnala che quasi la metà degli studi italiani, il 48%, ha investito in corsi su data analytics e gestione digitale nell’ultimo anno. Anche le università si muovono: il Politecnico di Milano ha lanciato dal 2024 un master proprio sulla digitalizzazione dei servizi fiscali.

Etica e privacy, le nuove frontiere

L’arrivo dell’intelligenza artificiale porta con sé anche nuove responsabilità. Il report dedica un capitolo alle questioni etiche e alla tutela dei dati sensibili. “La fiducia si costruisce sulla trasparenza”, sottolinea Cuchel. In Italia, il Garante per la Privacy ha già aperto tavoli tecnici con le associazioni di categoria per mettere a punto regole chiare sull’uso responsabile delle tecnologie negli studi.

Non mancano i timori: il 41% teme che l’automazione possa togliere posti di lavoro, mentre il 36% segnala rischi legati a errori degli algoritmi o violazioni della privacy. Ma, secondo Wolters Kluwer, la maggior parte degli studi vede nell’innovazione una chance per crescere e distinguersi.

Il commercialista del futuro: tra consulenza e tecnologia

Guardando avanti, il report individua alcune tendenze chiave: un mix di competenze tecniche e relazionali, la collaborazione tra professionisti e piattaforme digitali, nuovi servizi legati alla sostenibilità e alla gestione ESG (Environmental, Social and Governance). “Il commercialista del futuro – si legge – sarà sempre più un partner strategico per le aziende, capace di guidarle nelle scelte più complesse grazie a un uso intelligente dei dati”.

In sintesi, la fotografia di Wolters Kluwer mostra un settore in movimento, dove la tecnologia non rimpiazza il professionista ma ne potenzia le capacità. Una sfida che richiede di aggiornarsi costantemente, rispettare le regole e guardare con curiosità alle opportunità dell’intelligenza artificiale. Solo così, come ripetono in molti, il commercialista potrà davvero restare “future ready”.

Luca Ippolito

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