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Scadenza 31 gennaio per Piani Anticorruzione e Relazione RPCT: le novità dal PNA 2025

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Luca Ippolito

Roma, 31 dicembre 2025 – I Piani nazionali devono ora fare i conti con le novità dell’aggiornamento 2025 del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA). Lo ha formalmente chiesto oggi a Roma il Dipartimento della Funzione Pubblica, indirizzando un invito chiaro a tutte le amministrazioni pubbliche italiane. Il tutto arriva in un momento in cui il quadro normativo si arricchisce di nuove regole e obiettivi pensati per rafforzare la prevenzione e il controllo contro la corruzione.

I nuovi punti chiave del Piano Nazionale Anticorruzione

L’aggiornamento del PNA 2025, pubblicato stamattina sul sito dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), porta con sé novità importanti su trasparenza, monitoraggio e partecipazione dei cittadini. Il documento, lungo 120 pagine, è disponibile non solo per funzionari e dirigenti delle pubbliche amministrazioni, ma anche per tutti i cittadini interessati. Al suo interno si trovano una serie di passaggi operativi che i Piani triennali per la prevenzione della corruzione dovranno recepire. Tra le priorità più urgenti spiccano: il rafforzamento delle misure contro i conflitti di interesse, la tracciabilità delle decisioni e un maggiore coinvolgimento della comunità nella fase di controllo.

“Queste nuove linee guida sono un passaggio obbligato – ha detto a margine della conferenza stampa delle 11 a Palazzo Vidoni Giuseppe Busia, presidente di ANAC –. Solo integrando questi elementi all’interno dei piani interni ogni ente potrà assicurare coerenza tra le regole generali e le specificità locali”.

Le amministrazioni pubbliche chiamate all’adeguamento

Nella circolare diffusa oggi alle 9.45 dal Dipartimento della Funzione Pubblica, indirizzata ai ministeri e alle amministrazioni territoriali — tra cui Regioni e Comuni sopra i 15mila abitanti — si sottolinea che “ogni ente dovrà aggiornare i propri piani entro e non oltre il 31 marzo 2026”, recependo le indicazioni e gli elementi chiave del PNA 2025.

Il documento ministeriale indica alcune aree su cui intervenire subito: gestione degli appalti pubblici, affidamenti diretti, rotazione degli incarichi e trasparenza nei rapporti con i portatori di interesse. Particolare attenzione va data alle procedure ad alto rischio, per cui “si richiede un aumento nella raccolta dei dati e una maggiore pubblicazione online degli atti”, ha precisato il dirigente della Funzione Pubblica, Sandro Leonardi.

Trasparenza, monitoraggio e partecipazione

Gli esperti sottolineano che il nuovo PNA aggiornato al 2025 punta su strumenti concreti per evitare abusi e garantire un controllo capillare. Tra le novità più discusse questa mattina negli uffici romani c’è l’obbligo per ogni amministrazione di creare punti di ascolto dedicati alle segnalazioni anonime, rafforzando così la cosiddetta “whistleblowing policy”. “Serve costruire fiducia tra cittadini e istituzioni”, ha spiegato la professoressa di Diritto Amministrativo all’Università di Roma Tre, Francesca Guerra.

Un altro punto fondamentale riguarda la formazione: tutti i responsabili anticorruzione degli enti pubblici dovranno seguire corsi obbligatori — il calendario sarà reso noto da febbraio — focalizzati sui nuovi rischi individuati dall’ANAC. “Non possiamo lasciare nulla al caso”, ha sottolineato Guerra.

Le reazioni: cautela tra gli enti locali

Le nuove disposizioni hanno raccolto reazioni prudenti tra i rappresentanti degli enti locali. Il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele De Pascale, ha apprezzato “la chiarezza delle indicazioni”, ma ha segnalato problemi legati ai tempi stretti per adeguarsi. “La scadenza del 31 marzo costringe molti uffici a rivedere procedure consolidate”, ha detto oggi pomeriggio ai cronisti in piazza Santi Apostoli.

Tra i sindaci dei capoluoghi arrivano commenti altrettanto cauti. “Prendiamo atto delle nuove direttive – ha detto Gianluca Borrelli, sindaco di Frosinone –, ma serviranno risorse extra, soprattutto per la formazione”. Intanto a Palazzo Chigi il ministro per la Pubblica Amministrazione, Alessandra De Palma, ha promesso un confronto con le associazioni già nei primi giorni di gennaio.

Prossimi passi e prospettive

Nei prossimi mesi l’osservanza delle direttive contenute nell’aggiornamento del PNA 2025 sarà sottoposta a controlli serrati da parte dell’ANAC e dei nuclei interni agli enti pubblici. Secondo gli esperti consultati dal nostro giornale, questa fase di verifica sarà decisiva per capire se le misure adottate funzionano davvero.

Solo allora — fanno sapere fonti governative — si potrà valutare l’impatto reale delle novità introdotte e capire se il sistema riuscirà a sostenere la sfida di una prevenzione della corruzione sempre più attenta e trasparente.

Luca Ippolito

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