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IRES premiale e nuovi iper-ammortamenti: tutte le novità nei dichiarativi REDDITI SC 2026

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Luca Ippolito

Roma, 5 febbraio 2026 – Per la prima volta i dichiarativi fiscali del 2025 accolgono le nuove agevolazioni varate dal governo Meloni nell’ultimo anno. Una novità che interessa migliaia di contribuenti, tra famiglie e imprese, alle prese da gennaio con le istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Cambia tutto – almeno sulla carta – con la stagione dichiarativa 2026, che segna l’entrata in vigore delle regole della riforma fiscale lanciata a metà 2024.

Le novità principali nei dichiarativi 2025

L’attesa è stata palpabile tra commercialisti, consulenti e piccoli imprenditori. Nei nuovi modelli dichiarativi – dalle prime bozze del 730 ai modelli Redditi PF e SC – spuntano sezioni dedicate alle agevolazioni su detrazioni per figli a carico, bonus edilizi e varie semplificazioni. Qualche cambiamento era già stato anticipato dal viceministro Leo il 12 dicembre scorso a Palazzo Chigi: “Queste modifiche vogliono aiutare le famiglie e chiarire i rapporti tra cittadini e fisco”.

Non si tratta solo di moduli aggiornati. In certi casi, come per il superbonus ristrutturazioni o la rimodulazione degli scaglioni IRPEF, la nuova normativa incide davvero sul calcolo delle tasse. Fabio Albanese, tributarista con studio in via Cavour, commenta: “Alcuni miei clienti pagheranno meno, ma bisogna fare attenzione alle nuove regole per avere gli sconti”.

Cosa cambia per famiglie e imprese

Tra le modifiche più discusse spiccano la revisione delle detrazioni per figli under 21 e l’aumento delle soglie per il bonus asilo nido. Secondo le simulazioni del Centro Studi FiscoLavoro, queste misure potranno far risparmiare fino a 400 euro all’anno a una famiglia con due figli. Per le imprese, invece, resta critico il nodo dei nuovi criteri per il credito d’imposta sugli investimenti: Confartigianato ha già chiesto chiarimenti sulle tempistiche di utilizzo, soprattutto per le PMI che operano tra Lazio e Campania.

Le agevolazioni si intrecciano con nuove regole sulla trasparenza nei controlli fiscali. Da quest’anno l’Agenzia delle Entrate deve inviare un preavviso di accertamento via PEC almeno 90 giorni prima dell’avvio ufficiale delle verifiche. Silvia Moretti, fiscalista romana, commenta: “Era una richiesta da anni fatta dai professionisti; permette di sistemare prima eventuali errori o dimenticanze”.

Semplificazioni e istruzioni operative

Tra gli aspetti più attesi c’è la semplificazione degli adempimenti: il nuovo 730 precompilato contiene già dati su spese sanitarie, bonus edilizi e detrazioni scuola. In molti casi basta confermare quanto proposto dall’Agenzia. Nei primi giorni dall’apertura della piattaforma, secondo i dati del 3 febbraio, più di 480mila utenti hanno già effettuato l’accesso.

Restano però dubbi sui documenti da conservare per i bonus più complessi, come quelli per la riqualificazione energetica degli immobili. Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia, ha sottolineato: “Abbiamo lavorato per rendere tutto più chiaro ma è importante che i cittadini tengano una copia di quanto dichiarato per almeno cinque anni”.

Dubbi e prime reazioni

Non tutte le risposte sono state positive. Alcune associazioni di consumatori come Adiconsum hanno segnalato “la necessità di una campagna informativa più capillare”, soprattutto nelle zone rurali dove la digitalizzazione resta un problema. Dal ministero dell’Economia fanno sapere che sono previsti sportelli fisici nei capoluoghi di provincia e corsi formativi dedicati agli over 65.

I commercialisti restano sul piede di guerra. Roberto Ventrella di Milano prevede settimane difficili: “Ogni anno sembra tutto più semplice sulla carta, ma poi ci si scontra con situazioni concrete complicate”. Un sentimento comune in molti studi tra corso Vittorio Emanuele a Roma e le vie del centro a Torino.

Prospettive per la stagione dichiarativa

Con l’avvicinarsi della scadenza (la presentazione telematica è entro il 30 settembre 2026), restano aperti alcuni nodi: dalla gestione dei rimborsi rapidi al monitoraggio degli effetti reali delle nuove misure sul gettito fiscale. Per ora il Ministero spiega che l’obiettivo è “accompagnare cittadini e imprese in questo passaggio”.

Chi lavora ogni giorno con numeri e moduli sa però che l’impatto vero lo vedremo solo fra qualche mese. Quel che è certo è che i nuovi dichiarativi raccolgono finalmente quelle agevolazioni tanto attese dai contribuenti italiani. Ora tocca verificarne l’efficacia concreta sul campo.

Luca Ippolito

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