Ci sono alcune patologie che consentono di andare in pensione prima, è bene sapere quali sono per capire come procedere.
Avere una malattia, specialmente se è invalidante o degenerativa, può certamente influire su molte delle proprie capacità, compreso il rendimento che si ha sul lavoro, in modo particolare se si ha un ruolo che richiede uno sforzo fisico. Ci sono delle patologie ben precise che possono permettere di ottenere la Legge 104, la normativa a cui devono fare riferimento i soggetti disabili o chi vive con loro, che consente di usufruire di alcune agevolazioni importanti.
Si ha così modo di andare in pensione in modo anticipato sfruttando quella che viene definita “Quota 41”, valida anche per chi ha la necessità di assistere costantemente un familiare malato. Conoscere quali siano le malattie che vengono riconosciute a livello ufficiale non può che essere determinante.
La Legge n. 104/1992 tutela i soggetti disabili, garantendo loro varie agevolazioni, a seconda della loro condizione di salute. Sulla base di quanto indicato nel comma 1, lo stato di handicap viene riconosciuto a chi ha una minorazione fisica psichica o sensoriale, stabile o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione sul posto di lavoro e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
Il grado di invalidità viene stabilito sulla base delle tabelle del decreto ministeriale del 5 febbraio 1992, dove viene stabilito quando il problema fisico possa influire sulla capacità lavorativa. Se si vuole ottenere l’accesso alla Legge 104, è necessaria una percentuale minima di invalidità civile, che deve essere superiore a un terzo.
A seconda della percentuale che viene riconosciuta, in seguito ad accertamenti fisici e psicologici, si ha diritto a un determinato livello di agevolazioni:
Qualora si arrivi a superare la percentuale del 33%, alcune patologie danno appunto diritto alla Legge 104. Tra queste possiamo indicare le patologie dell’apparato cardiocircolatorio, le malattie dell’apparato digerente e le patologie neurologiche. La gravità può diventare maggiore a seconda del tipo di malattia diagnosticata. Nel caso, ad esempio, del Morbo d Alzheimer viene riconsociuta un’invalidità che va dall’81 al 100%. La valutazione generale spetta comunque al medico che visita il paziente, che prenderà una decisione caso per caso.
Chi desidera sfruttare questa situazione per andare in pensione in anticipo può farlo, avendo cura di verificare il proprio quadro contributivo. A presentare domanda con Quota 41 sono le persone che hanno anzianità contributiva al dicembre 1995 e può far valere almeno 12 mesi di contributi effettivi versati prima del compimento del 19° anno di età; perfezionamento di 41 anni di contribuzione entro il 31 dicembre 2026. Per quanto riguarda il caregiver, invece, è necessario dimostrare di assistere il familiare disabile da almeno sei mesi.
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