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Lettere dalla banche, cosa sta accadendo

Published by
Ilaria Macchi

Ricevere lettere dalle banche genera sempre non poca ansia, soprattutto finché non se ne conosce il motivo. Alcuni devono però prepararsi.

La gestione del conto corrente può comportare a volte qualche ansia, specialmente quando si devono tenere presenti diverse spese, per questo molti preferiscono optare per l’addebito diretto, che permette di non avere problemi legati alle dimenticanze. Fortunatamente grazie alle app per smartphone, tablet e PC disponibili per ogni istituto di credito è possibile tenere sotto controllo ogni aspetto, compresi bonifici fatti e ricevuti.

Ricevere una lettera dalla banca genera sempre ansia – Foto | Lamiapartitaiva.it

In tanti hanno scelto inoltre di attivare un servizio che può essere altrettanto utile, quello che consente di ricevere SMS quando si riceve un pagamento, ma anche quando lo si effettua, così da evitare problemi se nei negozi dovessero sostenere di non avere ricevuto la transazione. Anzi, questo può essere davvero prezioso se la tessera dovesse entrare in possesso di malintenzionati ed essere usata prima del blocco. Nonostante questo è inevitabile un po’ per tutti provare ansia quando ci si ritrova ad avere trale mani o a leggere via email lettere dalle banche, almeno finché non si scopre il motivo della comunicazione.

Ricevere lettere dalle banche può fare paura

E’ capitato certamente a tutti, e con ogni probabilità più di una volta, di ricevere lettere dalle banche, ma finché non si conosce il contenuto essere in ansia è naturale. A volte può trattarsi di un semplice aggiornamento sulle condizioni, in altri casi di comunicazioni più urgenti, ma è sempre bene leggere con attenzione.

Si tratta di una situazione che nell’ultimo periodo stanno riscontrando i clienti di tre istituti di credito, almeno per ora in Germania, ma non è escluso una situazione simile possa verificarsi presto anche in Italia. Non si tratta però di una missiva reale, ma di qualcosa che proviene dai cyber-criminali, che cercano in questo modo di entrare in possesso dei dati dei clienti approfittando della loro buona fede o di una piccola disattenzione. La cautela non può quindi che essere massima.

Chi ha un conto corrente presso Commerzbank potrebbe ricevere un’email in cui viene chiesto di compilare un questionario online. Pur di renderlo credibile e spingere gli utenti a farlo, si sottolinea come questa operazione derivi da un obbligo legale (adatto a prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo) che prevede la necessità di avere informazioni aggiornate. Anzi, si mette in evidenza come non farlo porterebbe alla risoluzione del rapporto tra le parti, anche se non c’è minimamente questo rischio.

Il phishing è un fenomeno ancora diffuso – Foto Lamiapartitaiva.it

Diversi clienti di TF Bank stanno segnalando di avere ricevuto diverse email di phishing, dove si parla di dover fare qualcosa di tangibile per rendere il conto più sicuro. L’operazione, che prevede l’inserimento dei propri dati personali, è legata a un link che risulta falso. E’ fondamentale non premerlo per evitare che estranei possano davvero accedere all’IBAN.

Situazione simile anche per i clienti Comdirect: in questo caso nell’email si sottolinea di avere fatto un tentativo per prendere contatto attraverso la posta tradizionale, che non ha però esito positivo, per questo si è scelto di sfruttare la posta elettronica. Anche in questo caso viene chiesto di aggiornare i dati cliccando su un link, cosa assolutamente da non fare. Anzi, è bene anche dare comunicazione alla banca di quanto accaduto.

Come proteggersi dal phishing

Le email di phishing, che apparentemente possono sembrare lettere delle banche, sono purtroppo sempre più diffuse. E’ bene quindi prestare sempre la massima attenzione a quanto si riceve, controllando innanzitutto l’indirizzo del mittente, ben sapendo che quelli ufficiali in genere terminano con il nome delle società dopo la @ (@nomesocieta.it).

Mai cliccare se non si hanno certezze i link presenti, specie se si sottolinea siano necessari per inserire dati personali.

Se già non è accaduto, è bene inserire nel proprio account l’autenticazione a due fattori, che aumenta il livello di sicurezza e riduce la possibilità che estranei possano accedere. Questa consente di inserire non solo la password, ma anche un codice temporaneo, che varia ogni volta.

Ilaria Macchi

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