Troppa burocrazia strozza imprese e professionisti, ha detto Cuchel, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Commercialisti, a Bari il 29 maggio 2026. Una frase semplice, ma che pesa come un macigno per chi ogni giorno deve districarsi tra scartoffie e procedure lente. All’incontro erano presenti anche Andrea De Bertoldi, Mario Turco e Chiara Tenerini, pronti ad ascoltare e a portare avanti quelle richieste nelle aule istituzionali. È un tema che da tempo si trascina come un fardello, ma che continua a frenare la crescita economica italiana. Snellire la burocrazia non è solo un sogno, ma una necessità urgente per dare davvero forza a imprese e professionisti.
Durante l’incontro, Cuchel ha sottolineato quanto la burocrazia continui a soffocare le attività di aziende e professionisti. Un problema radicato e diffuso, che rallenta le decisioni, alza i costi e scoraggia investimenti. Per il presidente dell’Anc, i tanti adempimenti, spesso sovrapposti e poco chiari, sono un vero e proprio ostacolo alla crescita economica e alla capacità di competere all’estero. A soffrirne sono soprattutto le piccole e medie imprese, cuore pulsante del sistema produttivo nazionale. L’eccesso di norme ruba tempo prezioso che potrebbe essere speso in innovazione e sviluppo. Nel confronto con De Bertoldi, Turco e Tenerini è emersa la necessità di riforme concrete per semplificare e rendere più trasparente la macchina burocratica.
Cuchel ha anche ribadito il ruolo fondamentale dei professionisti regolamentati, come commercialisti e consulenti, nel sostenere la competitività e la qualità della crescita italiana. Questi operatori accompagnano le imprese, assicurando trasparenza e buon uso delle risorse. Ma per farlo serve un contesto che valorizzi le loro competenze, liberandoli da ostacoli burocratici e dotandoli di strumenti più moderni e adeguati. L’Anc chiede al governo di aprire un dialogo serio e costruttivo con le categorie professionali, con l’obiettivo di definire politiche efficaci e durature. La digitalizzazione delle pratiche, per esempio, è una strada concreta per snellire i processi, migliorare i rapporti con la pubblica amministrazione e ridurre gli errori.
Alla presenza di De Bertoldi, Turco e Tenerini, l’appello di Cuchel ha trovato terreno fertile. I rappresentanti istituzionali hanno assicurato il loro impegno su vari fronti: ridurre la burocrazia, sostenere le PMI, dare più spazio e supporto ai professionisti. Hanno sottolineato l’importanza di un percorso condiviso, che coinvolga enti locali, associazioni e altri soggetti, per costruire un quadro organico e permettere alle imprese italiane di reggere la sfida della competizione globale. Migliorare le norme esistenti e creare un ambiente più favorevole agli investimenti sono obiettivi dichiarati da raggiungere con decisione nel corso del 2026. Il confronto aperto tra tecnici e politici dimostra quanto il tema sia sentito e quanto si voglia arrivare a soluzioni pratiche e rapide.
Le richieste emerse a Bari mostrano come una vera e propria svolta nella gestione della burocrazia possa dare una spinta all’intero sistema economico. Un iter più semplice libererebbe risorse preziose, favorendo investimenti e innovazione. Le imprese hanno bisogno di regole chiare e tempi certi per autorizzazioni e pratiche. Allo stesso tempo, la qualità del lavoro dei professionisti resta cruciale per garantire trasparenza e sostenibilità. Per questo il dialogo tra categorie, istituzioni e imprese è indispensabile. Nel 2026 sarà importante tenere d’occhio gli effetti concreti delle misure che verranno adottate, per capire se davvero si riuscirà a superare gli ostacoli burocratici e dare nuova linfa alla crescita. Bari ha offerto un palco importante per un confronto che potrebbe segnare una svolta decisiva per un’economia italiana pronta a misurarsi con il mondo senza perdere le sue radici.
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