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Mercati Incerti sulla Prossima Mossa della Fed: Divisioni Crescono Prima del 10 Dicembre

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Luca Ippolito

Francoforte, 30 novembre 2025 – **A pochi giorni dalla riunione decisiva del board della Banca Centrale Europea**, in programma il 10 dicembre a Francoforte, il clima tra i **membri del consiglio direttivo** si fa sempre più teso. Sul tavolo c’è il nodo delle **prossime mosse sui tassi d’interesse**, in un’Europa che resta fragile, tra segnali di rallentamento, dati contrastanti sull’inflazione e pressioni crescenti dai mercati finanziari. Nessuno, tra chi segue da vicino l’Eurotower, si sbilancia con previsioni certe.

## **Banchieri divisi sul futuro dei tassi**

Da ambienti vicini a **Francoforte** arriva la conferma di un disaccordo profondo che non accenna a diminuire. Un membro del board, che ha chiesto l’anonimato, ha ammesso: “Le opinioni sono più lontane di quanto abbiamo visto da tempo”. Da una parte ci sono i rigoristi – guidati dal presidente della Bundesbank Joachim Nagel – che spingono per **una linea prudente**: “Non possiamo rischiare una nuova impennata dei prezzi proprio ora”, ha detto in una riunione informale. Dall’altra, i rappresentanti dei Paesi mediterranei (tra cui l’italiano Fabio Panetta e lo spagnolo Pablo Hernández de Cos) sottolineano invece che bisogna evitare di “**soffocare la ripresa** con strette troppo dure e prolungate”.

Il confronto si sarebbe fatto rovente soprattutto sull’idea di un primo taglio dei tassi già all’inizio del 2026. Ma le posizioni restano distanti.

## **Il 10 dicembre: attese e dubbi**

Il board della BCE si riunirà alle 10 del mattino nella sede di Sonnemannstrasse 20. All’ordine del giorno ci sono le nuove stime economiche e l’aggiornamento sulla politica monetaria. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha ribadito negli ultimi interventi: “Agiremo solo se le condizioni saranno chiare e i dati lo permetteranno”. Parole che tagliano corto su letture affrettate.

I mercati osservano con attenzione. Gli analisti di BNP Paribas avvertono che “**una BCE divisa crea più incertezza**, perché gli investitori non vedono una direzione netta”. I dati sull’inflazione a novembre, diffusi ieri da Eurostat, non hanno fatto chiarezza: il costo della vita nell’eurozona si è fermato al 2,6%, sopra l’obiettivo del 2%, ma con andamenti molto diversi da Paese a Paese.

## **Gli scenari sul tavolo**

Tra le ipotesi circolate c’è quella di tenere i tassi fermi al 4,50% – il livello attuale per il principale – almeno fino a marzo. Ma alcuni membri spingono per aprire la strada a una “**discussione seria su un possibile calo già nel primo trimestre**”, come avrebbe detto Panetta in un recente confronto con colleghi dell’area sud. Dall’altra parte arrivano segnali di cautela dai governatori delle banche centrali di Germania e Austria: “Non ci sono ancora segnali forti per allentare la pressione”.

Anche la crescita tiene banco tra le preoccupazioni: nel terzo trimestre 2025 il PIL dell’eurozona è salito appena dello 0,1%, secondo Eurostat. Un dato che – secondo molti esperti – lascia poco spazio agli errori. Ma non tutti la pensano allo stesso modo sulla necessità di muoversi subito.

## **Le capitali europee prendono posizione**

Nelle capitali europee fioccano i commenti. A Roma, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto due giorni fa: “Serve equilibrio. Un costo del denaro troppo alto rischia di frenare investimenti e consumi”. A Berlino invece prevale prudenza: dal ministero delle Finanze hanno fatto sapere che “la stabilità dei prezzi resta la priorità”.

Solo allora potrebbe emergere una sintesi chiara. Intanto sui mercati le voci corrono veloci. Il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi – lo spread – ieri ha oscillato intorno ai 163 punti base, segno che la tensione non è sparita.

## **La decisione che può cambiare tutto**

La riunione del 10 dicembre potrebbe segnare una svolta oppure confermare questo clima incerto. Se il board dovesse uscire spaccato senza una linea netta, la fiducia degli investitori potrebbe risentirne ancora. Un funzionario della BCE lo ha detto senza mezzi termini: “Ora ogni decisione pesa più che mai”.

Il conto alla rovescia continua. Eppure oggi nessuno tra i membri del board si sente sicuro su quale sarà davvero il prossimo passo da fare.

Luca Ippolito

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