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Nel 2026, i lavoratori marittimi dovranno affrontare solo il conguaglio ordinario

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Franco Sidoli

Genova, 17 novembre 2025 – Dal 1° gennaio 2026 cambiano le regole per i lavoratori marittimi e dell’aviazione civile riguardo ai pagamenti delle prestazioni diverse dalla malattia. Lo ha annunciato ieri l’INPS con il messaggio n. 3368, spiegando che da allora i datori di lavoro dovranno usare solo il sistema ordinario di anticipazione e conguaglio. Una novità che coinvolge migliaia di persone, soprattutto nei porti e negli aeroporti italiani, e che punta a rendere più uniforme la gestione delle indennità.

Addio al doppio binario: come cambia il pagamento delle indennità

Fino ad oggi, per prestazioni come congedi parentali, maternità, paternità, allattamento, assistenza a persone con disabilità o donazione di sangue e midollo, le aziende avevano due possibilità. Potevano anticipare loro la somma ai dipendenti e poi recuperarla con il conguaglio sui contributi, oppure lasciare che fosse l’INPS a pagare direttamente. Questa doppia opzione è in vigore dal 2015, grazie alla circolare n. 173. Dal prossimo anno, però, non sarà più così: resterà solo il sistema ordinario, cioè l’anticipo da parte del datore di lavoro con il conguaglio successivo.

La modifica non tocca la tutela per la malattia dei lavoratori marittimi ex IPSEMA: già dal 2014 l’INPS si occupa direttamente di queste prestazioni. Cambiano invece le regole per tutte le altre indennità legate al rapporto di lavoro.

Cosa devono aspettarsi aziende e lavoratori

La novità riguarda le posizioni contributive identificate dai codici statistici contributivi (CSC) 1.15.02 e CA “2N”, oltre a CSC 1.21.01, 1.15.04 e CA “2X”. In pratica, i datori di lavoro che hanno personale marittimo o dell’aviazione civile dovranno anticipare ai dipendenti le somme per le prestazioni diverse dalla malattia e poi recuperarle con il conguaglio sui contributi.

Il nuovo sistema vale solo per chi è ancora assunto al momento dell’evento e per i marittimi durante il contratto. Non cambierà nulla per chi ha già lasciato il lavoro o per situazioni avvenute prima del 1° gennaio 2026.

Perché si cambia e le prime reazioni

L’INPS motiva la scelta parlando di “semplificazione e uniformità”, per evitare differenze tra settori e accelerare i tempi di pagamento delle indennità. Un funzionario sindacale della Filt Cgil di Genova ha detto: “Era una richiesta che portavamo avanti da tempo, finalmente c’è chiarezza sulle modalità di pagamento. Ora però servirà un po’ di tempo per abituarsi”.

Qualche preoccupazione arriva dal settore marittimo. “Dovremo rivedere i nostri sistemi interni”, ha ammesso un responsabile del personale di una compagnia ligure. “Ma almeno avremo una sola procedura da seguire”. Più prudente il commento di un delegato sindacale al porto di Savona: “Staremo attenti che non ci siano ritardi nei pagamenti”.

Cosa fare da qui a gennaio 2026

Le aziende devono aggiornare le procedure e formare chi si occupa delle paghe. L’INPS ha annunciato che nei prossimi giorni pubblicherà istruzioni più dettagliate per chiarire ogni dubbio.

Resta intatto il sistema per la tutela della malattia, che l’INPS gestisce direttamente da anni. Per tutte le altre indennità, invece, il passaggio all’anticipo da parte dei datori di lavoro con il conguaglio sarà un passo verso una maggiore uniformità tra i diversi settori del trasporto.

In sostanza, da gennaio i lavoratori marittimi e dell’aviazione civile dovranno fare riferimento solo a questo nuovo meccanismo per le prestazioni accessorie. Un cambiamento tecnico, certo, ma che si rifletterà nella vita di tutti i giorni di chi lavora in porto o in aeroporto, tra turni lunghi e trasferte che spesso durano settimane.

Franco Sidoli

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