Bruxelles, 9 novembre 2025 – Ieri l’Unione europea ha dato il via libera al Regolamento Ue n. 2025/1926, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che aggiorna la Nomenclatura combinata (NC) a partire dal 1° gennaio 2026. Firmato lo scorso 22 settembre, il provvedimento introduce nuove voci e sottovoci nei codici doganali per adeguare il sistema alle esigenze attuali di statistica, commercio e tecnologia.
La Nomenclatura combinata è il principale strumento per classificare le merci nell’Unione europea. Funziona con un codice a otto cifre: le prime sei derivano dal Sistema armonizzato (SA), mentre la settima e l’ottava identificano il codice specifico NC, che serve a determinare aliquote di dazi, IVA e altre misure. L’aggiornamento annuale, spiegano fonti della Commissione, serve a “tenere conto dei cambiamenti nei flussi commerciali e delle nuove tecnologie”.
Tra le novità più importanti ci sono nuove sottovoci dedicate a materie prime critiche e componenti per la transizione energetica. Nel capitolo 28 sono stati inseriti codici per “ossidi di litio nichel manganese cobalto” e “litio-ferro-fosfato”, materiali fondamentali per le batterie. Nel capitolo 38 spuntano “grafite artificiale” e “wafer fotovoltaici”, elementi chiave per le energie rinnovabili.
Nel capitolo 73 entrano voci su “torri tubolari in acciaio per turbine eoliche” e “sezioni di torre”. Nel capitolo 84 fanno la loro comparsa “rotori e statori per turbine idrauliche” e “pale di turbine eoliche”. Infine, il capitolo 85 si arricchisce con codici per “generatori a celle a combustibile a idrogeno”, “convertitori con funzionalità per inseguimento del punto di massima potenza”, “separatori di pellicola di plastica” e “assemblaggi di celle galvaniche impilate”.
La Direzione generale Fiscalità e Unione doganale della Commissione Ue spiega che queste modifiche servono a monitorare meglio i flussi commerciali nei settori strategici. “L’evoluzione delle tecnologie – ha detto un funzionario – richiede una revisione continua degli strumenti di classificazione doganale”. Solo così si possono raccogliere dati affidabili e adottare politiche commerciali in linea con gli obiettivi dell’Unione.
Non si tratta solo di numeri. Le nuove sottovoci permettono di applicare dazi, restrizioni o incentivi fiscali in modo più mirato su prodotti sensibili. Un esempio: con l’importanza crescente delle batterie al litio nell’automotive e nell’accumulo energetico, diventa fondamentale distinguere tra i diversi composti chimici.
Dal 1° gennaio 2026 le aziende che lavorano con l’estero dovranno aggiornare i propri sistemi informatici e le procedure. Anche gli operatori doganali saranno chiamati a rivedere le banche dati e a formare il personale sulle nuove codifiche. “Ci sarà un periodo di adattamento – spiega un responsabile doganale italiano – ma prepararsi in anticipo è essenziale per evitare ritardi o errori nelle spedizioni”.
Confindustria, Confetra e altre associazioni di categoria hanno già iniziato incontri con le imprese per spiegare i dettagli e limitare i disagi. Particolare attenzione è riservata alle filiere dell’energia rinnovabile, dell’automotive e dell’elettronica, le più coinvolte dai cambiamenti.
Il testo completo del regolamento è consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Nei prossimi mesi le autorità doganali nazionali forniranno ulteriori chiarimenti. Gli operatori sono invitati a seguire gli aggiornamenti e a segnalare eventuali problemi attraverso i canali ufficiali.
In definitiva, l’aggiornamento della Nomenclatura combinata è un passaggio tecnico ma fondamentale per gestire al meglio i flussi commerciali europei. Un cambiamento che si gioca tutto sui dettagli: quelle otto cifre possono fare la differenza tra una spedizione che va liscia e un blocco in dogana.
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