Roma, 15 gennaio 2026 – Assonime ha pubblicato oggi una nota che mette sotto i riflettori le novità normative sulle operazioni con parti correlate e l’indipendenza dei sindaci nelle società partecipate dalla Pubblica Amministrazione. Il documento, diffuso nella tarda mattinata sul sito dell’associazione delle società per azioni italiane, prova a fare chiarezza sui nuovi obblighi e le responsabilità degli organi di controllo. Una questione che torna a essere centrale in un momento in cui trasparenza e vigilanza nelle società pubbliche sono di nuovo al centro del dibattito.
Operazioni con parti correlate: cosa cambia per le partecipate
Le nuove regole, nate dalla riforma sulla governance dello scorso anno, puntano a rafforzare la trasparenza nelle operazioni con parti correlate. Secondo Assonime, il legislatore vuole evitare ogni possibile conflitto di interesse, mettendo alle società controllate o partecipate dalla Pubblica Amministrazione obblighi più severi su come comunicare e procedere.
Le società partecipate dovranno quindi seguire procedure ben precise per approvare operazioni che coinvolgono soggetti legati, direttamente o indirettamente, agli amministratori o ai sindaci. Il documento sottolinea che queste norme valgono sia per gli atti ordinari sia per quelli straordinari e prevedono la pubblicazione rapida delle informazioni più importanti. “Non è solo una scartoffia da fare per legge”, ha spiegato il presidente Marco Tronchetti Provera durante una conferenza stampa a Milano. “Serve a proteggere il patrimonio pubblico e a rafforzare la fiducia dei cittadini”.
Focus sull’indipendenza dei sindaci: requisiti e limiti
Un altro tema caldo toccato da Assonime riguarda l’indipendenza dei sindaci nelle società partecipate. I nuovi criteri sono più severi: non basta che i sindaci non abbiano rapporti economici con la società; devono anche essere distanti, direttamente o attraverso parenti stretti, da chi esercita il controllo su quella società.
Tra le novità spicca il periodo di “raffreddamento”: chi ha ricoperto incarichi sociali o svolto consulenze importanti non può diventare subito sindaco. “L’idea è rafforzare la vigilanza esterna”, ha detto Luigi Abete, vicepresidente dell’associazione. “Solo una vera indipendenza dà credibilità agli organi di controllo”. Qualcuno però non ha preso bene questo giro di vite: alcune sigle sindacali chiedono più equilibrio tra rigore e flessibilità, soprattutto per le realtà più piccole.
Nuove responsabilità per gli organi di controllo
La circolare di Assonime mette sotto i riflettori anche il ruolo degli organi di controllo — collegi sindacali e revisori — chiamati a un impegno più intenso nel segnalare subito operazioni sospette o rischiose. La nuova disciplina chiede controlli preventivi più stretti e relazioni periodiche rivolte sia agli azionisti sia alle amministrazioni pubbliche socie.
Il documento tecnico, uscito intorno a mezzogiorno, riguarda anche le società indirettamente partecipate e tocca oltre 7.800 incarichi tra livello nazionale e locale. “Non si può ridurre tutto a una semplice routine burocratica”, ha ammonito Abete durante il seminario “Governance pubblica: nuove sfide”, tenutosi ieri pomeriggio nella sede romana di Confindustria.
Impatti attesi su governance e trasparenza
Poche ore dopo la diffusione della nota, diversi esperti hanno commentato gli effetti della riforma. Gli analisti intervistati da alanews.it pensano che la maggiore chiarezza possa ridurre i contenziosi e spingere verso una gestione più trasparente delle società partecipate. Restano però dubbi sull’effettiva applicazione uniforme delle regole in tutto il Paese: le realtà più piccole o periferiche potrebbero avere più difficoltà ad adeguarsi ai nuovi standard.
La nota di Assonime si chiude chiedendo “un chiarimento da parte dei ministeri competenti”, soprattutto su alcuni aspetti pratici ancora poco chiari. Nel frattempo – fanno sapere fonti interne al Ministero dell’Economia – è previsto entro fine mese un decreto attuativo che dovrebbe definire meglio i criteri per valutare l’indipendenza dei sindaci e come comunicare le operazioni con parti correlate.
Prospettive per i prossimi mesi
Il dibattito sulle società partecipate dalla Pubblica Amministrazione non si ferma qui. Nei prossimi mesi sono già programmati incontri tecnici tra Governo, associazioni datoriali e rappresentanti dei lavoratori. Le questioni aperte restano soprattutto due: la proporzionalità degli obblighi rispetto alla dimensione delle singole realtà e il coordinamento tra diverse norme settoriali.
“È un lavoro ancora in corso”, ammettono a mezza voce fonti vicine al dossier. Solo allora potremo dire che la cornice normativa è davvero solida. E la gestione delle società pubbliche – spesso vista come il vero banco di prova dell’efficienza della macchina amministrativa – potrà finalmente misurarsi senza scuse con i nuovi standard di trasparenza e responsabilità.
