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Novità Modelli REDDITI SP e PF 2026: Irrelevanza dei Rimborsi Spese nel Rigo RE15

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Franco Sidoli

Il rigo RE15 del modello Redditi non distingue più tra spese riaddebitate al cliente e quelle sostenute direttamente dall’impresa. Una modifica che ha colto di sorpresa tanti professionisti e contribuenti, abituati a un sistema ben preciso. Dietro questa apparente semplificazione, però, si nascondono complicazioni non da poco. Cambia il modo di compilare e, soprattutto, di interpretare le scritture contabili. E la confusione, in molti casi, rischia di aumentare.

Rigo RE15, addio alla separazione delle spese: cosa cambia

Il rigo RE15, all’interno del quadro dedicato ai redditi d’impresa, è da sempre uno dei punti più delicati e sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate. Fino a poco tempo fa, chi compilava la dichiarazione doveva distinguere due tipi di spese: quelle riaddebitate, cioè sostenute dall’impresa ma poi addebitate al cliente senza costi aggiuntivi, e quelle che restavano a carico dell’azienda.

Questa distinzione era fondamentale per mettere nero su bianco le spese effettive dell’impresa, senza confonderle con quelle solo transitate. Con la novità introdotta nel 2024, tutto questo non vale più. Adesso, tutte le spese si concentrano in un’unica voce, senza più differenziazioni. Secondo l’amministrazione finanziaria, la scelta serve a semplificare i dati raccolti, velocizzare i controlli e ridurre gli errori nella compilazione.

Sul campo, però, cambia il modo di lavorare. Le imprese non possono più scindere le spese in base al cliente finale, ma devono indicare un totale unico. Perciò diventa ancora più importante curare i registri contabili e gli allegati interni, dove si dovranno dettagliare con precisione le singole operazioni.

Cosa significa per imprese e professionisti: le nuove sfide

Con la scomparsa della distinzione nel rigo RE15, le imprese devono fare i conti con qualche difficoltà in più. La trasparenza nel mostrare come vengono sostenute le spese diventa meno immediata. Chi controlla i documenti dovrà affidarsi a sistemi interni più rigorosi per evitare fraintendimenti o errori durante le verifiche fiscali.

In particolare, la gestione delle spese riaddebitate rischia di complicarsi, perché ora si mescolano senza differenze con quelle a carico dell’impresa. Questo può creare problemi in fase di revisione o quando si analizza la situazione economica dell’azienda. Perciò i commercialisti suggeriscono di preparare documentazioni molto dettagliate che spieghino la natura delle spese sostenute.

Le imprese di servizi, dove riaddebitare i costi ai clienti è la norma, devono aggiornare processi e strumenti. Fatture e contratti dovranno essere chiari e precisi per evitare confusioni future.

Sul fronte fiscale, alcune detrazioni e deduzioni potrebbero richiedere controlli più attenti, specie quando i costi incidono sul reddito imponibile o sul valore aggiunto. Rimangono comunque in vigore le sanzioni per omissioni o irregolarità, quindi la corretta compilazione di ogni voce resta fondamentale.

Controlli fiscali e adempimenti: cosa cambia davvero

La razionalizzazione del rigo RE15 vuole rendere più efficaci i controlli dell’Agenzia delle Entrate. Eliminare la distinzione tra spese riaddebitate e spese a carico permette di leggere più rapidamente la situazione economica dell’impresa. Ma sposta il peso organizzativo sulle spalle dei contribuenti, chiamati a mantenere altrove documentazioni più dettagliate.

I controlli non si fermeranno più a un singolo dato, ma prenderanno in esame tutte le evidenze contabili insieme. Questo significa che, in caso di dubbi o anomalie, potrebbero essere richieste integrazioni documentali più frequenti.

Per chi deve gestire questi adempimenti, diventa quindi indispensabile dotarsi di sistemi di controllo interni più sofisticati e di software aggiornati. La semplificazione apparente del modello fiscale nasconde infatti un aumento della pressione sulla precisione e la completezza delle informazioni.

Dietro a questo cambiamento c’è l’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate di snellire il quadro dichiarativo, razionalizzando le banche dati e riducendo gli errori nella trasmissione telematica.

Resta da capire come questa novità inciderà sulle abitudini di lavoro di professionisti e imprese nel 2024. Una cosa è certa: gestire la documentazione e le registrazioni sarà una sfida importante per garantire correttezza e trasparenza nelle dichiarazioni dei redditi.

Franco Sidoli

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