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Nuove regole dal 2026: divieto di compensazione per ruoli oltre 50.000 euro

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Sonia Rinaldi

Milano, 2 gennaio 2026 – Dal primo gennaio è scattato il nuovo tetto per le transazioni in contanti e le comunicazioni sospette: la soglia è stata tagliata da 100.000 a 50.000 euro, come stabilito dalla legge di Bilancio appena approvata. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze spiega che questa misura serve a mettere un freno più deciso a riciclaggio ed evasione fiscale in tutto il Paese.

Nuova soglia, cosa cambia davvero

La regola riguarda banche, intermediari finanziari, assicurazioni e professionisti: da oggi devono segnalare tutte le operazioni in contanti pari o superiori a 50.000 euro in un mese per singolo cliente. Prima, con la soglia a 100.000 euro (introdotta nel 2022), tanti movimenti restavano fuori dai radar. Con questo taglio netto, dicono gli esperti del Tesoro, si potrà seguire meglio il percorso del denaro e rafforzare i controlli contro possibili manovre illecite.

Fonti vicine all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia (UIF) sottolineano che “il nuovo limite punta a scovare chi fraziona le operazioni per aggirare i controlli”. L’adeguamento coinvolge più di 400 mila operatori tra banche e professionisti, con effetti che si fanno sentire da Milano a Palermo.

Cosa cambia per banche e cittadini

Per chi ha un conto corrente cambia la soglia oltre la quale scatta l’obbligo automatico di segnalazione alle autorità. Un funzionario di banca a Milano, che preferisce restare anonimo, spiega: “Adesso dobbiamo guardare anche ai movimenti aggregati più bassi, non solo alle singole operazioni sopra i 100 mila euro”.

Le associazioni bancarie, con l’ABI in prima fila, hanno accolto la novità con cautela: “Capisco l’esigenza di maggiore trasparenza e lotta all’evasione”, si legge in una nota diffusa ieri sera, “ma serve chiarire bene le regole ai clienti e dare supporto al personale per gestire l’aumento delle segnalazioni”. Le banche temono un carico burocratico più pesante e molte domande dai clienti. Del resto, ieri mattina alcune filiali nel centro di Torino e Napoli hanno già visto correntisti insospettiti chiedere spiegazioni sul nuovo limite.

Perché abbassare la soglia?

Il Governo parla chiaro: l’obiettivo è “rafforzare il sistema italiano nella prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”. La mossa arriva dopo le raccomandazioni del GAFI (Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale), che nell’ultimo rapporto ha invitato l’Italia a tenere sotto controllo con più attenzione i flussi sospetti di contanti. Per il Ministero dell’Economia abbassare la soglia è diventato indispensabile per garantire un sistema finanziario solido e credibile sul piano internazionale.

Ma non mancano le critiche. Confesercenti — che rappresenta molti piccoli imprenditori — avverte: “Questa misura rischia di complicare il lavoro quotidiano”, soprattutto nelle zone dove il contante circola ancora molto. Anche alcuni avvocati penalisti temono un effetto contrario: “Si rischia di criminalizzare comportamenti perfettamente legali”, ha detto ieri l’avvocato romano Claudio Buonocore.

Controlli più duri ma resta l’equilibrio

Con la nuova soglia saliranno inevitabilmente le segnalazioni alle autorità. La Banca d’Italia stima che nel 2025 c’erano state circa 30 mila segnalazioni sopra i 100 mila euro; ora si aspetta almeno un aumento del 20%. Giovanni Tria, direttore della UIF, spiega che “la collaborazione tra banche e forze dell’ordine sarà decisiva per distinguere i casi sospetti dalle normali operazioni”.

Le altre regole sull’antiriciclaggio restano intatte: obbligo di identificazione del cliente, conservazione dei dati per dieci anni e segnalazione tempestiva delle operazioni sospette. Cambia solo la soglia ma non l’approccio: contrasto al denaro ‘opaco’ ma anche tutela per chi lavora nella legalità.

Il primo bilancio sull’effetto della norma arriverà entro giugno 2026. Solo allora si potrà capire se abbassare la soglia ha davvero aiutato a contenere evasione fiscale e riciclaggio oppure se serviranno aggiustamenti. Nel frattempo banche e professionisti devono fare i conti con una novità destinata a cambiare il modo in cui circolano i soldi nel nostro Paese.

Sonia Rinaldi

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