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Nuovo codice deontologico commercialisti: arrivano le regole sull’intelligenza artificiale e aggiornamenti alle sanzioni

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Franco Sidoli

Roma, 5 dicembre 2025 – Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha dato il via libera, lo scorso 21 novembre, a una serie di modifiche al codice delle sanzioni che regolano la professione in tutta Italia. Una decisione attesa da mesi dagli addetti ai lavori, che interessa migliaia di studi e professionisti. Le nuove regole, operative già dal giorno dopo l’approvazione, puntano – spiegano i vertici del Consiglio – a chiarire quali comportamenti sono sanzionabili e a garantire più uniformità nei procedimenti disciplinari.

Le novità più rilevanti nel sistema sanzionatorio

Al centro delle modifiche c’è il codice delle sanzioni applicato dagli Ordini territoriali. Fino a poche settimane fa, raccontano fonti interne al CNDCEC, la prassi lasciava troppo spazio a interpretazioni diverse. “C’era bisogno di più chiarezza sulle violazioni e sulle conseguenze”, confida un membro della Commissione normativa, raggiunto telefonicamente ieri pomeriggio. Tra le novità principali c’è una distinzione più precisa tra sanzioni lievi e gravi: per esempio, la sospensione dall’albo ora è meglio definita in caso di recidiva o di comportamenti che ledono la dignità professionale. Nessuna rivoluzione, tengono a precisare dal Consiglio, ma l’obiettivo è evitare disparità di trattamento tra territori diversi.

Un altro aspetto importante riguarda la semplificazione dell’iter: per le infrazioni minori si potrà chiudere la pratica più rapidamente, evitando ritardi che in passato rischiavano di bloccare i professionisti anche su questioni marginali. “Era necessario snellire alcune procedure”, spiega il vicepresidente Elbano de Nuccio durante un incontro con gli Ordini locali. Le novità sono già online sulla piattaforma ufficiale del Consiglio e consultabili da tutti gli iscritti.

Impatto sulle attività quotidiane degli studi

Le modifiche al codice delle sanzioni non resteranno solo sulla carta. Secondo diversi commercialisti contattati a Milano e Bologna, la ridefinizione delle regole potrà cambiare il modo in cui si gestiscono gli studi. “Chi lavora con clienti grandi o internazionali avrà parametri più chiari”, racconta Marco Bassi, titolare di uno studio associato in zona Isola. In particolare, la maggiore chiarezza sulle sanzioni legate alle violazioni in materia di antiriciclaggio ha rassicurato molti operatori. Qualche dubbio però rimane: “Alcuni punti vanno ancora spiegati meglio”, ammette una commercialista romana che preferisce restare anonima, “ma era indispensabile intervenire dopo anni di incertezze”.

Per i più giovani o chi lavora in studi piccoli o medi resta centrale il tema della proporzionalità delle sanzioni. I nuovi criteri – che distinguono tra errore involontario e violazione consapevole – dovrebbero evitare punizioni troppo pesanti rispetto alla gravità del fatto contestato. Alcuni Ordini locali hanno già organizzato incontri formativi nelle prossime settimane per illustrare le novità: a Firenze il primo appuntamento è fissato per il 12 dicembre nella sede di via Strozzi.

Reazioni e prospettive future

Le reazioni alle modifiche al codice delle sanzioni sono diverse. L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UNGDCEC), in una nota diffusa martedì sera, ha espresso “soddisfazione per l’aggiornamento delle regole”, ma ha chiesto “un monitoraggio costante sull’applicazione pratica”. Su questo punto concordano anche alcuni presidenti degli Ordini provinciali: fondamentale sarà puntare su formazione interna e dialogo con le Commissioni deontologiche.

C’è però anche chi teme un eccesso di formalismo. Alcuni rappresentanti del Sud segnalano il rischio che le nuove procedure possano rallentare i procedimenti nei casi più complessi o delicati. “Non basta concentrarsi solo sull’aspetto tecnico – spiega un presidente dell’Ordine napoletano – bisogna tutelare anche la reputazione dei professionisti coinvolti”.

Dal canto suo, il Consiglio nazionale sottolinea che si tratta di un passo avanti importante: “Le nuove regole favoriranno trasparenza e parità di trattamento”, recita la comunicazione diffusa dal CNDCEC il 22 novembre scorso. Inoltre, per il prossimo anno sono già previsti nuovi tavoli tecnici per raccogliere osservazioni dal territorio e valutare possibili aggiustamenti.

Verso un sistema più equo e trasparente

A due settimane dall’entrata in vigore delle modifiche al codice delle sanzioni, la categoria si interroga sugli effetti concreti e sugli sviluppi futuri. Da un lato la chiarezza delle norme è vista come una garanzia per tutti – dai giovani ai più esperti –, dall’altro resta aperto il tema dell’applicazione corretta nelle situazioni borderline.

Spetterà agli Ordini locali garantire ora più che mai omogeneità nell’applicazione delle sanzioni, tenendo conto delle differenze territoriali che da sempre caratterizzano questa professione in Italia. Un equilibrio delicato dove trasparenza e rigore dovranno andare di pari passo senza mai dimenticare la tutela della professionalità.

Franco Sidoli

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