Nuovo computo gestione separata: pericoloso sbagliare

Nuovo computo nella gestione separata: un passo falso potrebbe avere conseguenze. Scopriamo insieme le insidie da evitare.

All’interno della complessa cornice delle disposizioni previdenziali, la “Facoltà di computo nella gestione separata” emerge come uno strumento di notevole rilevanza, consentendo ai soggetti iscritti di consolidare le proprie contribuzioni provenienti da varie fonti previdenziali.

Guida al nuovo computo
Ottimizza il tuo futuro: scopri il nuovo computo nella gestione separata -lamiapartitaiva.it

In poche parole, questa straordinaria facoltà consente a chiunque sia iscritto e abbia versato contributi nella Gestione Separata di consolidare le proprie contribuzioni provenienti da altre forme previdenziali. Il risultato? La possibilità di liquidare una pensione seguendo il sistema di calcolo totalmente contributivo, come se fossimo dei lavoratori novelli con il primo contributo versato dopo il 1° gennaio 1996.

Cosa è il computo e come si accede

Ora, immergiamoci nella definizione del “computo”. Si tratta del riconoscimento e della valorizzazione dei periodi di lavoro prestati in ambito statale o presso altri enti pubblici, con contributi versati presso l’INPS o altre gestioni. In pratica, ogni servizio come dipendente statale conta ai fini del trattamento di quiescenza. Per i docenti di ruolo, poi, è un processo automatico, senza necessità di domande aggiuntive.

Gestione separata
Gestione separata INPS: il ruolo chiave del computo nel tuo piano pensionistico -lamiapartitaiva.it

Passiamo ora alla “Gestione separata”, un vero e proprio rifugio per liberi professionisti, collaboratori coordinati e altre categorie di lavoratori. Nasce nel 1995 come baluardo per garantire la tutela previdenziale a chi era stato, fino ad allora, escluso. E l’aspetto più intrigante? Il calcolo della pensione avviene esclusivamente in modalità contributiva. Ora, la parte più affascinante: “Computo e gestione separata”. La Facoltà di Computo è come una festa in cui potete riunire gratuitamente tutti i vostri contributi sparsi altrove per ottenere un’unica, potente prestazione pensionistica.

Ma come si accede al computo? Semplice. Basta soddisfare alcuni requisiti, come un‘anzianità contributiva inferiore a 18 anni nel 1995 e almeno 15 anni di contributi, di cui 5 nel contributivo dal 1° gennaio 1996. Il tutto verificato considerando ogni singola goccia di contribuzione di cui siete titolari. E adesso, il momento culminante: la pensione. Quelli che abbracciano il computo si trovano a godere di trattamenti pensionistici secondo le regole della Gestione Separata. Per la pensione di vecchiaia, si parla di 67 anni di età, con almeno 20 anni di contribuzione. E se non si raggiungono questi requisiti? Niente paura, c’è ancora la possibilità di ottenere la pensione di vecchiaia a 71 anni con 5 anni di contribuzione effettiva.

E per coloro che vogliono anticipare la pensione? Con 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, si può fare. Inoltre, le mamme possono anticipare l’età del pensionamento di 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 12 mesi.

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