Nuovo Testo Unico sulle Imposte sui Redditi: Le Osservazioni e Proposte dell’Associazione Nazionale Commercialisti

Luca Ippolito

6 Ottobre 2026

Il 12 maggio 2026, a Roma, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha alzato la voce durante l’esame dello schema di decreto legislativo AG 398. Il tema? Le imposte sui redditi. La Commissione Finanze della Camera, impegnata nel vaglio del testo unico sulle disposizioni fiscali, ha ascoltato con attenzione proposte e osservazioni concrete arrivate da chi conosce il fisco da vicino. Da questo confronto serrato potrebbe emergere un testo capace di rivoluzionare il rapporto tra professionisti, contribuenti e amministrazione fiscale.

Testo unico sulle imposte: un passaggio chiave per la normativa fiscale

Il decreto legislativo AG 398 si propone di mettere ordine in una materia complessa, raccogliendo in un unico testo tutte le norme sulle imposte sui redditi. L’obiettivo è snellire e semplificare la normativa, ma è un lavoro delicato, perché il tema è articolato e in continua evoluzione. Serve quindi un dialogo serrato tra chi fa le leggi e chi ogni giorno deve applicarle. In questo scenario, l’ANC gioca un ruolo importante, portando sul tavolo esperienza e suggerimenti pratici per evitare fraintendimenti e rendere le regole più chiare e applicabili.

Criticità e punti deboli: cosa non convince i commercialisti

Nel documento consegnato alla Commissione, l’Associazione mette in luce alcune pecche della bozza AG 398. Innanzitutto, la terminologia: troppe volte i termini usati restano vaghi, lasciando spazio a interpretazioni diverse che potrebbero generare contenziosi. Poi, alcune norme risultano troppo complesse o ripetitive, contraddicendo lo spirito di semplificazione che dovrebbe guidare l’intero testo. L’ANC suggerisce di adottare criteri più precisi e uniformi per classificare i redditi, così da evitare sovrapposizioni inutili.

Un altro nodo riguarda detrazioni e deduzioni, giudicate troppo generiche e poco aderenti alla prassi. L’Associazione chiede una revisione che allinei le norme alla realtà fiscale dei contribuenti, per ridurre gli oneri burocratici e aumentare la certezza del diritto. Infine, emerge la necessità di strumenti di supporto e aggiornamento continui per i professionisti, indispensabili per garantire correttezza tecnica e trasparenza fiscale.

Le proposte dell’ANC: soluzioni concrete per una normativa più chiara e funzionale

L’Associazione non si limita a segnalare problemi, ma propone anche rimedi concreti. Tra questi, spicca l’idea di inserire un glossario ufficiale nel testo unico, per dare a ogni termine un significato preciso e costante, evitando così equivoci e interpretazioni contrastanti. Questo aiuterebbe sia i funzionari fiscali sia i contribuenti a muoversi con maggiore sicurezza.

Sul piano operativo, l’ANC suggerisce di semplificare le procedure di calcolo e uniformare moduli e documenti da allegare alle dichiarazioni, così da velocizzare i tempi e migliorare il controllo da parte dell’amministrazione finanziaria. Vengono anche proposte misure per facilitare la gestione finanziaria delle imprese, con scadenze più flessibili e regole specifiche per settore.

Infine, l’Associazione sottolinea l’importanza di un percorso formativo mirato da attivare subito dopo l’approvazione del testo, per aggiornare costantemente gli operatori sulle novità e garantire una transizione più fluida verso la nuova normativa.

La Commissione Finanze e le prossime mosse verso la riforma

La Commissione Finanze della Camera sta raccogliendo i contributi di vari soggetti, compresa l’ANC, in vista delle prossime fasi di confronto e di possibile revisione del decreto AG 398. L’anno 2026 si prospetta decisivo per il sistema fiscale italiano, con il testo unico sulle imposte sui redditi che può segnare una svolta importante.

L’attenzione resta alta tra professionisti e operatori, consapevoli che la riforma non solo cambierà le leggi, ma avrà un impatto concreto sulla routine lavorativa e sui controlli fiscali. Per questo, è fondamentale che il testo finale tenga conto delle criticità emerse e delle proposte avanzate, puntando su chiarezza, praticità e equità. La collaborazione tra istituzioni e professionisti resta la chiave per raggiungere questi obiettivi.

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