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Obbligo di collegamento tra IVA e pagamenti elettronici: cosa cambia dal 2026

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Luca Ippolito

Milano, 5 novembre 2025 – Dal 1° gennaio 2026 scatta l’obbligo per tutti gli esercenti italiani di collegare i registratori telematici agli strumenti di pagamento elettronico. Lo ha ufficializzato ieri pomeriggio l’Agenzia delle Entrate con una circolare molto attesa nel mondo del commercio. L’obiettivo è chiaro: migliorare la tracciabilità delle operazioni e contrastare l’evasione fiscale, seguendo le direttive europee.

Collegamento tra registratori e POS: cosa cambia davvero

La nuova norma riguarda chi deve trasmettere i dati dei corrispettivi giornalieri tramite i registratori telematici. Da gennaio, questi dispositivi dovranno poter comunicare direttamente con i POS o le app di pagamento usate nei negozi. Non basta più accettare pagamenti digitali: serve un collegamento reale tra registratore e strumento di pagamento, così che ogni incasso sia subito registrato e associato allo scontrino fiscale.

L’Agenzia ha chiarito che il collegamento potrà avvenire anche tramite un servizio web dedicato, senza bisogno che i dispositivi siano fisicamente connessi. Insomma, si potrà usare anche una soluzione “virtuale”, purché la comunicazione sia garantita e verificabile.

Come funzionerà il sistema

Al momento del pagamento, il registratore riceverà subito l’informazione sull’incasso elettronico. Questo passaggio dovrà essere registrato e conservato per permettere controlli incrociati tra dati fiscali e pagamenti. La regola vale per tutte le forme di pagamento digitale: carte, bancomat, app come Satispay o Apple Pay.

Per facilitare il cambio, l’Agenzia metterà a disposizione un servizio web che permetterà agli esercenti di collegare i loro strumenti senza bisogno di un collegamento fisico diretto. “L’idea è semplificare il lavoro e abbattere i costi per le imprese”, ha spiegato un funzionario durante un webinar ieri pomeriggio.

Cosa significa per negozianti e clienti

La novità riguarda circa 1,5 milioni di esercenti in tutta Italia: dai bar alle farmacie, dai negozi di abbigliamento ai supermercati. Molti già si stanno preparando per aggiornare i sistemi. “Stiamo cercando la soluzione migliore per collegare i nostri POS ai registratori”, racconta Marco Rinaldi, titolare di una tabaccheria a Porta Romana, Milano. “Ci sono ancora alcuni dubbi tecnici, ma ci stiamo lavorando”.

Per i consumatori, invece, non cambierà nulla nelle modalità di pagamento: si potrà continuare a pagare in contanti o con strumenti elettronici. Solo che ogni volta che si userà una carta o un’app, il pagamento sarà automaticamente legato allo scontrino fiscale. Un passaggio che dovrebbe rendere più difficile evitare di emettere lo scontrino.

Controlli e sanzioni in arrivo

L’Agenzia delle Entrate ha avvisato che ci saranno controlli mirati per verificare il rispetto della nuova regola. Chi non collegherà registratore e POS rischia sanzioni amministrative, già previste dal decreto legislativo 127/2015. Le multe varieranno a seconda della gravità e della recidiva.

“Il sistema permetterà di fare controlli incrociati tra i dati dei corrispettivi e quelli dei pagamenti elettronici”, ha detto un dirigente dell’Agenzia. “In questo modo sarà più facile scoprire eventuali irregolarità”. Le associazioni di categoria, però, chiedono più tempo e chiarimenti sulle modalità tecniche. “Serve un periodo di transizione”, ha sottolineato Confesercenti in una nota diffusa ieri sera.

Le scadenze e i prossimi passi

Entro dicembre 2025 saranno pubblicate le specifiche tecniche definitive per aggiornare i sistemi. Gli esercenti avranno tempo fino al 31 dicembre per mettersi in regola. Dal 1° gennaio 2026 scatterà l’obbligo vero e proprio: chi non si adeguerà rischia multe.

Questa misura fa parte di un percorso più ampio per digitalizzare i pagamenti e combattere l’evasione fiscale. Un cammino iniziato anni fa con lo scontrino elettronico e ora rafforzato da questo nuovo legame tra corrispettivi IVA e pagamenti digitali.

Luca Ippolito

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