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Obbligo di copertura per i commercialisti: cosa cambia nell’assicurazione sulla responsabilità civile professionale

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Sonia Rinaldi

Roma, 11 giugno 2012 – Dal 13 agosto scatterà l’obbligo per circa due milioni di professionisti iscritti agli ordini di sottoscrivere una polizza di responsabilità civile professionale. La norma riguarda avvocati, commercialisti, ingegneri e altre categorie. L’intento del legislatore è chiaro: rafforzare le tutele per clienti e cittadini. Ma gli addetti ai lavori segnalano che restano diverse contraddizioni.

Obbligo assicurativo: cosa cambia davvero dal 13 agosto

La novità non sorprende molti professionisti. Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC), lo dice senza mezzi termini: “I commercialisti hanno già una buona cultura civica e, di solito, hanno già stipulato una polizza, anche senza obbligo”. Insomma, molti si sono già messi in regola da tempo. Però, la legge lascia aperto un problema importante.

Sanzioni tributarie fuori dalla copertura assicurativa

Cuchel spiega che la legge non risolve un nodo fondamentale: la copertura delle sanzioni amministrative pecuniarie. L’ISVAP (ora IVASS) ha chiarito che non si possono assicurare le sanzioni che colpiscono direttamente il professionista. A questo si aggiunge il D.Lgs. 472/97, che mette il professionista sotto responsabilità diretta per gli errori commessi per conto del cliente. “Il risultato è che non si può davvero tutelare il professionista dalle sanzioni fiscali che gli vengono inflitte”, sottolinea Cuchel.

In pratica, anche dopo il 13 agosto, chi lavora in una professione regolamentata rischia di dover rispondere con i propri soldi alle richieste dell’amministrazione finanziaria. La polizza obbligatoria non coprirà tutte le conseguenze di un errore.

L’appello dell’ANC: serve una legge chiara e urgente

L’Associazione Nazionale Commercialisti insiste da tempo per avere regole più precise e trasparenti sulle polizze. “Bisogna intervenire subito”, spiega Cuchel. La proposta è semplice: far pagare la sanzione fiscale a chi ha davvero guadagnato dall’infrazione, lasciando al professionista la possibilità di rivalersi solo se ha sbagliato davvero.

Secondo l’ANC, così si proteggerebbero meglio sia i clienti sia i professionisti. Se dovesse andare male, la polizza dovrebbe coprire i danni subiti senza esporre il professionista a rischi esagerati.

Riforma fiscale e proposte in Parlamento: qualcosa si muove

Qualcosa si sta muovendo. Cuchel ricorda che nella bozza della riforma fiscale approvata dal precedente Governo a giugno, all’articolo 1, lettera i), si prevede proprio che la sanzione fiscale ricada su chi ha realmente beneficiato dalla violazione. “Se questa norma passerà, sarà già una risposta concreta alle nostre richieste”, dice il presidente dell’ANC.

In più, in Parlamento sono state presentate diverse proposte di legge per cambiare le regole. Sono iniziative trasversali, appoggiate da più partiti, ora all’esame di Camera e Senato. Il tema resta al centro del dibattito tra professionisti, assicuratori e istituzioni.

Professionisti in bilico: obblighi certi, tutele ancora incerte

Con l’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo ormai alle porte, la categoria si trova in una situazione complicata. Da una parte c’è la spinta a garantire più sicurezza ai clienti, dall’altra il rischio che le polizze non coprano tutto quello che serve. “Serve una soluzione equilibrata”, dicono dall’ANC.

Per ora, una cosa è certa: dal 13 agosto chi esercita una professione regolamentata dovrà avere una polizza valida. Ma la partita su come tutelare davvero professionisti e clienti è ancora tutta aperta.

Sonia Rinaldi

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