Milano, 21 novembre 2025 – **L’Organismo Italiano di Contabilità (OIC)** ha diffuso ieri la versione aggiornata del documento **OIC 30**, che disciplina i criteri per la **rilevazione e valutazione delle partecipazioni**. Le nuove regole entreranno in vigore dal **1° gennaio 2026**. La revisione, anticipata da alcune indiscrezioni nei mesi scorsi, era particolarmente attesa da società non quotate e PMI, spesso più esposte alle conseguenze delle novità contabili.
## **Partecipazioni in società collegate: cosa cambia davvero**
La novità più importante riguarda il modo di trattare le **partecipazioni in società collegate**. Il nuovo testo dà maggiore peso al concetto di influenza significativa e richiede informazioni più dettagliate in nota integrativa. In pratica, il documento stabilisce che “le partecipazioni devono essere valutate al costo, salvo quando sia possibile determinarne con affidabilità il fair value”.
**Roberto Rossi**, presidente dell’OIC, ha spiegato ieri mattina, a margine della presentazione, che questa revisione serve a “avvicinare i principi contabili italiani alle prassi internazionali senza stravolgere le basi del nostro sistema”. Per Rossi è anche “un passo necessario per migliorare la trasparenza delle informazioni fornite dalle aziende”, un tema spesso sollevato dall’Autorità di vigilanza.
## **Più trasparenza per amministratori e soci**
Non sono solo i criteri di valutazione a cambiare: il nuovo **OIC 30** allarga anche gli obblighi di **informativa integrativa**. Le imprese dovranno fornire più dettagli su come acquisiscono e valutano le partecipazioni, oltre che sulle operazioni infragruppo. Serve spiegare quali metodi si usano per fissare il valore delle partecipazioni e se ci sono vincoli legali o accordi parasociali che potrebbero condizionarne il valore.
Secondo **Laura Conti**, partner dello studio tributario Conti & Associati di Milano, “la richiesta di maggior dettaglio sulle operazioni tra società del gruppo risponde a una domanda crescente degli organi di controllo. Il rischio che alcune operazioni non siano a condizioni di mercato è sotto osservazione”.
## **Scadenze, impatti sulle PMI e modalità d’adozione**
La data da segnare è sempre il **1° gennaio 2026**, quando le nuove regole dovranno essere applicate ai bilanci chiusi da allora in poi. Ma l’OIC ha anche aperto alla possibilità che le aziende adottino prima le novità, già con i bilanci 2025, su base volontaria. Un modo per garantire una transizione più dolce, soprattutto alle realtà più piccole.
Nel testo si legge: “Chi sceglierà l’adozione anticipata dovrà indicarlo chiaramente in nota integrativa”. Alcuni commercialisti sentiti da alanews.it pensano che “la maggior parte delle PMI aspetterà la scadenza naturale, anche per motivi organizzativi e di formazione interna”.
## **Le reazioni degli addetti ai lavori e cosa succede ora**
Le associazioni di categoria hanno accolto con prudenza il nuovo OIC 30. La **Confederazione Italiana della Piccola Industria** ha commentato ieri che “gli adempimenti richiesti comporteranno investimenti per aggiornare il personale amministrativo”. Però l’atteggiamento resta collaborativo: “Capiscono l’esigenza di un allineamento graduale ai principi internazionali – si legge nella nota – purché si continui a rispettare le caratteristiche specifiche italiane”.
Il documento è ora disponibile sul sito dell’**Organismo Italiano di Contabilità** ed è lungo una quarantina di pagine tra testo principale e commenti applicativi. Tra le novità spicca anche una sezione sugli strumenti finanziari diversi dalle partecipazioni, pensata per chiarire meglio i confini con altri standard OIC (come OIC 20 e OIC 32).
## **Verso un’Italia più vicina agli standard IFRS**
Dietro le quinte, la revisione dell’OIC 30 rappresenta un ulteriore passo verso un progressivo avvicinamento tra le regole italiane e i principi internazionali IFRS. Non è ancora un recepimento completo – Rossi lo sottolinea chiaramente: “L’OIC resta uno standard nazionale” – ma gli esperti vedono in questo segnale una volontà precisa: facilitare la comparabilità dei bilanci italiani con quelli esteri.
Da gennaio sarà dunque necessario rivedere modelli e procedure interne per redigere i bilanci. Nelle prossime settimane operatori e consulenti analizzeranno ogni dettaglio tecnico del documento per capire quali aggiustamenti servono davvero. Un lavoro tutt’altro che semplice: molti amministratori ammettono già oggi che “solo sul campo capiremo quali effetti concreti avrà questa novità”.
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