Lavoro

Partita Iva: bonus da 800 euro, come richiederlo

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Giulia De Sanctis

Di che cosa si tratta e soprattutto come si ottiene il bonus da massimo 800 Euro per la propria partita Iva? Scopriamolo

Novità in arrivo per i lavoratori autonomi: la manovra 2024 confermarende strutturale il Bonus partita Iva Inps da 800 Euro (noto anche come Iscro).

Si tratta di una misura pensata per sostenere piccoli imprenditori e professionisti che si trovano a fronteggiare un calo del proprio reddito, una sorta di cassa integrazione per partite Iva. Scopriamo come funziona e a chi spetta.

Bonus partita Iva fino a 800 euro, cos’è?

Il bonus partita Iva, o Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), è stato pensato un po’ come se fosse una cassa integrazione riconosciuta alle partite Iva iscritte alla Gestione separata dell’Inps che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.

Bonus Partita Iva- Lamiapartitaiva.it

 

Questo bonus dell’Inps per le partite Iva va da un minimo di 250 fino a un massimo di 800 euro, a seconda della situazione del lavoratore autonomo che ne fa richiesta.

Il bonus partita Iva fino a un massimo di 800 euro è su base semestrale e viene riconosciuto nella misura del 25% dei redditi dichiarati dal libero professionista o dalla partita Iva nei due anni precedenti all’anno prima a quello in cui è stata effettuata la domanda, quello di riferimento per la dichiarazione.

Dal governo hanno specificato che la Manovra 2024, oltre a rendere strutturale il bonus partita Iva da 800 euro, modifica anche i requisiti per accedervi: potranno inoltrare la domanda per l’Iscro, infatti, gli autonomi con reddito dichiarato al di sotto della soglia 12mila euro annui, tetto innalzato nella Legge di Bilancio rispetto agli attuali 8.145 euro.

La Manovra 2024 introduce anche un’altra novità, che riguarda l’obbligo da parte dei richiedenti di dimostrare di aver subito una perdita del proprio fatturato di almeno il 70% rispetto ai due anni precedenti.

Finora, invece, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, bastava aver prodotto un reddito da lavoro autonomo inferiore al 50% della media dei redditi conseguiti nei tre anni precedenti.

Ma come viene calcolato il limite reddituale? L’Inps segnala che il “limite prende in considerazione solo il reddito derivante dallo svolgimento dell’attività lavorativa autonoma ed esposto nella dichiarazione dei redditi nel quadro RE, RH o LM, nel caso rispettivamente di attività professionale individuale, partecipazione a studi associati o soggetti in regime forfettario. Il suddetto limite non prende in considerazione altre tipologie di reddito quale il reddito da lavoro dipendente o parasubordinato o di partecipazione a impresa”.

La precedente formula, regolata dalle precedenti leggi di Bilancio, prevedeva che per richiedere la Iscro fossero necessari determinati requisiti per i titolari di partite Iva:

  • non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non essere beneficiari di Assegno di inclusione di cui al decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85;
  • aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 70 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda;
  • aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12.000 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente la presentazione della domanda;
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.
Giulia De Sanctis

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