Passaggio al RUNTS per ONLUS: come mantenere la qualifica ETS con la domanda entro il 31 marzo

Sonia Rinaldi

3 Gennaio 2026

Roma, 3 gennaio 2026 – La qualifica di ETS, cioè Ente del Terzo Settore, è ormai diventata la chiave di accesso al nuovo regime fiscale riservato agli enti non profit in Italia. Questa novità riguarda migliaia di associazioni e fondazioni sparse in tutto il Paese. La riforma del Terzo Settore, introdotta nel 2017 ma entrata davvero in vigore solo negli ultimi mesi, ha cambiato le carte in tavola. A confermarlo è stato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una circolare inviata agli uffici sul territorio e alle organizzazioni di settore.

Il Registro Unico: la porta d’ingresso obbligata

Per ottenere la qualifica di ETS bisogna iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Secondo i dati forniti dallo stesso Ministero, sono oltre 110mila le realtà associative che hanno fatto questa scelta: dalle piccole onlus locali alle grandi fondazioni culturali e benefiche. Solo con l’iscrizione si acquisisce la personalità giuridica e si può chiedere l’applicazione delle nuove agevolazioni fiscali.

«Senza essere nel RUNTS non si ottengono i vantaggi della riforma», ha spiegato un funzionario dell’ufficio legislativo. Però molti enti si trovano ancora in difficoltà con gli adempimenti: serve convocare assemblee straordinarie per aggiornare gli statuti, ottenere certificazioni e affrontare controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate. I piccoli gruppi spesso lamentano costi e tempi troppo lunghi da sostenere.

Fisco sotto nuova regola: cosa cambia davvero

La riforma ha riscritto le regole sulla tassazione degli enti non commerciali, introducendo criteri più chiari e strumenti pensati per evitare abusi nelle agevolazioni fiscali. Dal gennaio 2025, data limite indicata dal decreto attuativo, solo chi è iscritto al RUNTS con la qualifica di ETS può usufruire delle nuove aliquote agevolate, del regime forfettario o delle deduzioni sulle donazioni e sponsorizzazioni.

Marco Caprino, consulente fiscale esperto nel Terzo Settore, avverte: «Molte associazioni sportive dilettantistiche e realtà sociali rischiano di perdere benefici importanti se non si sono messe in regola». Il pericolo concreto è finire sotto i regimi ordinari, più pesanti sia sul fronte fiscale sia su quello burocratico.

Tra le novità più importanti spiccano le nuove disposizioni sull’IRES e l’esenzione IVA per alcune attività statutarie. Inoltre, le donazioni restano deducibili solo se fatte a enti regolarmente iscritti al RUNTS.

Burocrazia e ostacoli all’ingresso

Prendere la qualifica di ETS significa affrontare un percorso burocratico spesso complicato. I dati ufficiali parlano chiaro: nel 2025 sono state respinte oltre 2.800 domande perché mancavano i requisiti negli statuti o la documentazione necessaria. Il nodo più difficile resta l’adeguamento degli statuti: bisogna inserire finalità precise di utilità sociale e rispettare le norme sulla governance.

Maria Luisa Fabbri, presidente di una piccola associazione culturale a Roma, racconta: «Abbiamo fatto tre assemblee prima di trovare un accordo sul nuovo statuto. Non tutti erano convinti delle modifiche richieste dalla legge». Oltre a questo serve anche la firma digitale e bisogna pubblicare ogni anno un bilancio trasparente sul sito del RUNTS.

Cosa cambia nella vita quotidiana degli enti

Per chi guida un’associazione, la qualifica di ETS non è soltanto una formalità burocratica. Porta con sé controlli più rigorosi sulle attività svolte e obblighi maggiori di trasparenza. Gli enti devono redigere un bilancio sociale ogni anno, rendicontare con precisione le entrate e le uscite e assicurarsi che gli organi interni funzionino secondo principi democratici.

Qualcuno nel settore è preoccupato: «C’è il rischio concreto della cancellazione dal Registro», ammette un consulente del Centro Servizi per il Volontariato di Milano. Le sanzioni possono andare dalla sospensione dei benefici fiscali fino alla perdita della qualifica stessa.

Che cosa ci aspetta domani

Il Ministero assicura che arriveranno chiarimenti per rendere tutto più semplice da gestire. Intanto sul sito del RUNTS sono state aggiornate le FAQ e sono stati aperti sportelli di consulenza nelle sedi regionali. Gli esperti parlano di possibili semplificazioni soprattutto per le associazioni più piccole, forse già dalla primavera del 2026.

La strada resta però in salita. Ma una cosa è chiara: senza la qualifica di ETS non si può entrare nel nuovo sistema fiscale che punta a fare del Terzo Settore un mondo più trasparente e solido.

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