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Pensioni, c’è una scadenza troppo importante per essere dimenticata

Published by
Ilaria Macchi

In materia di pensioni è sempre bene essere aggiornati sulle ultime novità, c’è una scadenza davvero importante da tenere presente.

Le norme relative alle pensioni tendono a cambiare frequentemente, spesso in considerazione dell’andamento delle casse dello Stato, per questo chi lavora già da tempo non può che essere informato su eventuali novità in merito per capire come dover procedere. Tutti gli impieghi, sia che siano soprattutto fisici sia che richiedano uno sforzo mentale, possono essere faticosi, per questo è più che naturale non vedere l’ora di porre fine alla propria attività e godere di un riposo che è più che meritato.

Alcuni cittadini possono presentare in anticipo la richiesta per la pensione – Foto | Lamiapartitaiva.it

È in quella fase, infatti, che ci si può dedicare maggiormente ai propri affetti più cari e magari ad alcune passioni che in passato erano state lasciate parzialmente in secondo piano. Ora per chi sente di non essere così lontano dal traguardo c’è una norma che è importante conoscere e che può velocizzare la procedura.

Pensioni: una novità davvero cruciale

Riuscire ad anticipare il momento in cui si può porre fine alla propria attività lavorativa non può che essere cruciale, anzi in alcuni casi c’è chi è disposto anche ad accettare una diminuzione dell’assegno che sarà percepito mensilmente pur di farcela. Per chi si trova ancora in una fase di limbo c’è una nuova norma relativa alle pensioni che è fondamentale conoscere.

Ora spunta infatti quella che può essere definita “Quota 96,7“, a cui possono accedere tutte le persone che hanno maturato 61 anni, 7 mesi di età e almeno 35 anni di contributi ed è riservata a tutti i lavoratori che stanno svolgendo mansioni notturne e usuranti. Si tratta di una misura riservata ai lavoratori dipendenti, mentre per i lavoratori autonomi è stata fissata “Quota 98,6“, che sta a indicare un’età di 62 anni e 7 mesi, insieme a un minimo di 35 anni di contributi.

Chi fa lavoro notturno o usurante rientra tra i beneficiari – Foto | Lamiapartitaiva.it

Nel caso specifico della “Quota 96,7” è necessario avere svolto attività lavorative specifiche per almeno la metà della loro vita lavorativa oppure per sette anni nei dieci anni precedenti la presentazione della domanda. È però necessario muoversi se si vuole usufruire di questo importante beneficio: la scadenza fissata per presentare la domanda è per il 1° maggio 2024, ma solo per chi acquisisce il diritto alla pensione agevolata nel corso del 2025.

I lavoratori che ne hanno diritto

Se si desidera sapere se si rientra tra le persone che hanno la possibilità di beneficiare di questa norma relativa alle pensioni è però necessario sapere nel dettaglio a quali tipi di categorie ci si rivolge. Sono state indicate infatti alcune categorie ben precise:

  • Lavoratori con turni notturni di almeno sei ore consecutive tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per un minimo di 64 giorni all’anno, o chi presta servizio almeno tre ore tra la mezzanotte e le cinque del mattino per l’intero anno;
  • conducenti di veicoli con almeno nove posti dedicati al servizio;
  • addetti a mansioni usuranti come lavoratori in galleria, nelle cave, in cassoni ad aria compressa, palombari, a cui si aggiunge chi è costretto a lavorare ad alte temperature, in spazi ristretti o nell’asportazione dell’amianto;
  • lavoratori della linea di catena in imprese con specifiche voci tariffarie e coloro che svolgono mansioni ripetitive.

Se si rientra tra queste persone, è necessario presentare domanda attraverso il sito dell’INPS nella sezione specifica. A questo scopo è destinato il modulo “AP45”, a cui andrà allegata la documentazione necessaria, tra cui rientrano buste paga, il libretto di lavoro, gli ordini di servizio e altri documenti comprovanti i requisiti richiesti.

Il calcolo degli anni di lavoro faticoso può comprendere sia i periodi di contributi obbligatori che quelli figurativi. Da questo sono però esclusi i i periodi completamente figurativi, come durante la mobilità.

 

Ilaria Macchi

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