Economia

Pensioni, stanno calcolando quanto vivrai

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Samanta Airoldi

Pensioni e matematica sono strettamente correlate. Infatti l’Inps ci sta facendo i conti “addosso” per capire quanto a lungo vivremo.

Vivere in salute e il più a lungo possibile, è il desiderio di tutti. Ma c’è da valutare anche l’altro lato della medaglia: l’età pensionabile potrebbe non arrivare mai.

L’Inps calcola quanto vivremo/ Lamiapartitaiva.it

I progressi della medicina potrebbero mettere in crisi l’economia. Soprattutto sul fronte previdenziale. L’aspettativa della vita media, almeno in Italia, è cresciuta di molto negli ultimi 30 anni. Oggi è normale – o, comunque, molto frequente- superare gli 80 anni. In alcune zone del Paese, addirittura, ci sono persone che spengono 100 candeline sulla torta di compleanno.

A fronte di tutto ciò, le nascite sono crollate. Va da sé che questo trend creerà enormi problemi al sistema della previdenza sociale. Se mancano nuovi nati, chi pagherà le pensioni delle future generazioni che, presumibilmente, vivranno sempre più a lungo? L’Inps si è messa a fare i conti per capire quanto vivremo.

Pensione e durata della vita: l’Inps fa i conti

L’istituto di previdenza sociale ci fa i conti addosso per capire quanto, presumibilmente, vivremo in futuro. Infatti l’età pensionabile deve essere adeguata in base all’aspettativa di vita media. Vediamo cosa succederà nei prossimi anni.

Presto aumenterà l’età pensionabile/ Lamiapartitaiva.it

Ad oggi, con la legge Fornero ancora in vigore, l’età pensionabile corrisponde a 67 anni. L’ultimo adeguamento fu fatto nel 2018, prima che scoppiasse la pandemia di Covid. Fino al 2018, infatti, si poteva accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria a 66 anni a 7 mesi. In seguito all’adeguamento l’età pensionabile è stata aumentata di 5 mesi.

L’Inps ha comunicato che, a partire dall’1 gennaio 2027, vi sarà un ulteriore salto in avanti sia per quanto riguarda l’età anagrafica che per i contributi. Dal 2027 l’età pensionabile potrebbe salire di qualche mese e anche il requisito contributivo- attualmente pari a 20 anni-potrebbe aumentare.

L’adeguamento è previsto anche per la pensione anticipata contributiva. Attualmente si può accedere alla pensione con questa misura a 64 anni con almeno 20 anni di contributi e un assegno previdenziale pari almeno a 3 volte l’importo dell’Assegno sociale oppure a 2,8 volte l’importo dell’Assegno sociale se si ha un figlio o a 2,6 volte l’importo dell’Assegno sociale se i figli sono due o più.  Dal 2027 si prevede di portare il requisito anagrafico a 64 anni e 2 mesi e il requisito contributivo a 20 anni e 2 mesi.

La pensione anticipata contributiva è una strada che, tuttavia, non tutti possono percorrere. Questa misura si rivolge solo ai lavoratori contributivi puri, cioè quei lavoratori che hanno iniziato a versare i contributi a partire dal 1996. In quell’anno entrò in vigore la riforma Dini che determinò il passaggio dal sistema di calcolo retributivo al sistema di calcolo contributivo. Riguardo agli importi delle pensioni del futuro non è stato detto nulla ma non si esclude che il Governo possa decidere un ricalcolo contributivo di tutti gli assegni previdenziali.

Samanta Airoldi

Laurea e Dottorato in Filosofia, svolgo il lavoro di redattrice dal 2015. Scrivo prevalentemente articoli di Politica ed Economia ma mi piace anche occuparmi di fitness e benessere. Nel mio tempo libero amo fare sport, andare al cinema e guardare serie tv.

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