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Permessi Legge 104, anche i lavoratori autonomi possono richiederli? Come funziona per le Partite Iva

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Enrico DS

Per il lavoratore disabile e per i suoi familiari, la Legge 104 è un’ancora di salvezza. Ecco le agevolazioni per le partite Iva.

Come molti di voi già sapranno, anche (purtroppo) per esperienza diretta, la Legge 104 prevede tutta una serie di agevolazioni per chi assiste un familiare con disabilità grave: permessi mensili retribuiti, congedo biennale straordinario, permessi e congedo parentale (per genitori di figli disabili), richiesta di part time, esonero dal lavoro notturno, divieto di trasferimento, scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio del disabile. Tutto ciò vale anche per i lavoratori titolari di partita Iva?

Una sentenza emessa dal Tribunale di Torino a giugno scorso ha stabilito che occorre estendere i permessi Legge 104 anche ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi – (Lamiapartitaiva.it)

La normativa al riguardo ha visto di recente un’importante novità. Una sentenza emessa dal Tribunale di Torino a giugno scorso ha stabilito che occorre estendere i permessi Legge 104 anche ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi. Dunque, al vasto (e sempre più nutrito) popolo delle Partite Iva. Vediamo più nel dettaglio quali sono le implicazioni di questa svolta.

La Legge 104 a misura di Partita Iva

Chi svolge un lavoro autonomo sa bene che le necessità e gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Purtroppo, però, non sempre le attività delle partite IVA sono tutelate a dovere. Certo, i libero professionisti possono sottoscrivere programmi di welfare ad hoc, in forma privata. Ma sta di fatto che il lavoratore autonomo si trova spesso poco assistito dai programmi di supporto professionale e statale.

Uno dei casi più frequenti è quello del lavoratore autonomo o a partita Iva che si trova a dover assumere il ruolo di caregiver, affiancando la propria professione all’assistenza a un malato. Va da sé che, in circostanze simili, l’attività degli autonomi caregiver rischia di essere gravemente penalizzata, se non totalmente interrotta. E, purtroppo, gli autonomi non possono beneficiare di permessi 104 retribuiti. Dato che non ricevono una busta paga, infatti, tali indennità non possono essere calcolate.

L’attività degli autonomi caregiver alle prese con un familiare disabile rischia di essere gravemente penalizzata, se non totalmente interrotta – (Lamiapartitaiva.it)

I principali benefici Legge 104 che spettano ai lavoratori autonomi sono di tipo previdenziale: un libero professionista può accedere all’Ape sociale, purché eserciti l’attività di caregiver da almeno 6 mesi per familiari di primo grado affetti handicap grave, abbia versato almeno 30 anni di contributi e compiuto i 63 anni di età. Al lavoratore autonomo caregiver spetta inoltre una serie di detrazioni per le spese sanitarie sostenute durante l’assistenza al familiare disabile, e in particolare:

  • Detrazione figli disabili a carico (400 euro per un figlio portatore di handicap grave);
  • Detrazione Irpef 19% su spese mediche specialistiche sostenute per il disabile, su acquisti di apparecchi correttivi, ausiliari o che aiutano alla deambulazione;
  • Deduzione spese mediche generiche e assistenza specifica.

Ma la recente sentenza a cui si è accennato ha stabilito che, a prescindere dalla previsione contrattuale, anche per i lavoratori autonomi, i professionisti o parasubordinati, al di là delle previsioni contrattuali e retroattivamente rispetto al contratto applicato, il datore di lavoro è tenuto a concedere i permessi legge 104. Potrebbe essere l’inizio di un cambiamento epocale per una tipologia di impiego sempre più diffusa.

Enrico DS

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