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Piano di Rateizzazione IVA: Quando l’Adempimento Evita la Punibilità dell’Omessa Dichiarazione

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Sonia Rinaldi

Milano, 30 novembre 2025 – Dalle ultime sentenze emerge con chiarezza che la **diversa «geometria» della disposizione attuale** ha un impatto decisivo su quando si può dire che un **reato** è consumato. Non è più solo questione di tribunali, ma un tema che infiamma il dibattito tra giuristi e chi lavora ogni giorno nel mondo del diritto. Il nodo sta nella precisa individuazione del momento in cui un fatto illecito si considera effettivamente compiuto, e questo ha conseguenze pesanti nella pratica.

## La nuova legge cambia le carte in tavola

Negli ultimi anni alcune leggi sono cambiate, soprattutto per i reati economici e amministrativi. Non solo hanno modificato le regole, ma hanno rivoluzionato anche come sono strutturate. Proprio questa “geometria”, cioè la diversa disposizione degli elementi del reato, spiega l’avvocato penalista Chiara Baroni, “obbliga tutti a riflettere con più attenzione su quando il reato si realizza”. Marco Fadda, pm a Milano, aggiunge: “Una volta era tutto più semplice: il momento consumativo coincidente con un gesto concreto. Ora non è sempre così”. È qualcosa che va ben oltre i tecnicismi. Capire esattamente quando scatta il reato incide su questioni come la prescrizione, la competenza territoriale e persino l’applicazione di attenuanti.

## Corruzione sotto la lente: tra accordi e fatti concreti

Prendiamo ad esempio la **corruzione**. Qui è complicato distinguere tra il “pactum sceleris” — l’accordo illecito — e il momento in cui avviene lo scambio di denaro o favori. In passato, come ricordava una sentenza della Cassazione del 2023, il reato si consumava con la consegna dell’utilità. Oggi, invece, per certi casi basta l’accordo fra le parti — anche solo verbale e senza prove scritte — per considerare il reato già consumato. “Per noi cambia tutto”, racconta un ufficiale della Guardia di Finanza di Milano: “Dobbiamo ricostruire ogni passaggio: sms, chiamate… Tutto serve per capire se il reato è avvenuto prima o dopo l’intervento degli investigatori”. Eppure, spesso restano margini di dubbio difficili da chiarire.

## Prescrizione: un dettaglio che può ribaltare processi

Non è solo una questione teorica anche per chi difende gli imputati. La partenza della **prescrizione** coincide proprio con il momento in cui si dice che il reato è stato consumato. Sbagliare qui può mettere a rischio l’intero procedimento o far estinguere il reato prima della sentenza finale. Ne sono consapevoli gli avvocati: “C’è chi prova a dimostrare che il reato risale molto prima della contestazione”, spiega Carlo Mazzoni, penalista milanese. “Altri invece sostengono che senza certi atti non si può parlare ancora di consumazione”. La strategia difensiva spesso si gioca su dettagli apparentemente piccoli: una data su un contratto o un bonifico fatto mesi dopo l’accordo iniziale.

## Tribunali divisi: manca ancora uniformità

Nonostante le indicazioni delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione negli ultimi cinque anni, **le prassi applicative nei tribunali** restano discordanti. Secondo uno studio dell’Osservatorio di diritto penale della Statale di Milano (dati 2024), in cento processi per abuso d’ufficio solo poco più della metà arriva a una conclusione unanime sul momento consumativo. “Il rischio”, confida una giovane giudice del Tribunale di Monza sotto anonimato, “è che i vari tribunali vadano avanti ognuno per conto suo. E alla fine a pagarne le conseguenze siano cittadini e imprese”. Fino a nuovi interventi legislativi o chiarimenti da parte delle Sezioni Unite, la situazione resta incerta.

## Norme più chiare all’orizzonte?

Nei corridoi delle università e tra i parlamentari che lavorano sulla giustizia si sta discutendo su possibili cambiamenti alla legge. Lo scopo sarebbe fissare meglio cosa si intende per **momento consumativo**, soprattutto nei reati più complessi o quelli legati all’era digitale. Solo così potrà esserci davvero chiarezza per chi opera nel settore e per chi vive sotto queste regole quotidianamente. Per ora però il quadro resta sfumato, con troppe interpretazioni diverse ancora aperte sul tavolo.

Sonia Rinaldi

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