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Proroga di un mese e 6 punti chiave per la revisione degli ESRS: guida alla consultazione pubblica

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Franco Sidoli

Milano, 1 dicembre 2025 – Si parte a fine luglio con la consultazione pubblica sui nuovi Exposure Drafts degli interventi. Il via ufficiale coinvolgerà professionisti, addetti ai lavori, ma anche cittadini, per due mesi esatti di confronto e osservazioni. Lo hanno confermato oggi fonti vicine all’organismo responsabile, nel corso di un incontro a Milano, in via Monte Rosa. L’obiettivo è chiaro: raccogliere suggerimenti e critiche per rendere più trasparenti e utili le future linee guida.

Exposure Drafts, il cuore del dibattito

Gli Exposure Drafts sono bozze pubblicate in anticipo, prima che un regolamento o uno standard tecnico vengano definitivamente approvati. Sono un passaggio cruciale per aggiornare le procedure al passo con i cambiamenti del settore. Questa consultazione arriva in un momento delicato: molte imprese aspettano segnali chiari, lamentando dubbi interpretativi e bisogno di chiarezza sulle nuove regole.

Una fonte tecnica presente all’incontro ha spiegato: «La consultazione pubblica serve proprio a raccogliere i contributi di chi si trova ogni giorno a dover fare i conti con questi temi regolatori. Solo così si potrà arrivare a un documento finale che rispecchi davvero la realtà».

Sessanta giorni per dire la propria

Il tempo a disposizione per inviare commenti sarà di sessanta giorni, da fine luglio a inizio agosto. Le osservazioni si potranno mandare attraverso una piattaforma online dedicata, ma non solo: sono previsti anche incontri pubblici e tavoli tecnici per favorire il dialogo diretto.

Non si tratta solo di un passaggio riservato alle aziende o ai consulenti. Potranno partecipare anche associazioni di categoria, sindacati e cittadini comuni interessati a proporre modifiche ai testi. «È un momento fondamentale per la legittimazione democratica degli standard – ha sottolineato un rappresentante delle associazioni professionali – e va preso con serietà».

Perché proprio adesso questa consultazione

Chi ha seguito tutta la vicenda dall’inizio spiega che l’urgenza nasce dalla necessità di evitare problemi una volta che gli interventi entreranno in vigore. Il quadro normativo europeo cambia rapidamente – basti pensare alle nuove regole sul reporting finanziario o ai regolamenti ESG – e c’è pressione per adeguarsi senza indugi.

Un dirigente dell’organismo promotore, che ha preferito restare anonimo, ha ammesso: «Ci servono spunti concreti, casi reali che spesso sfuggono ai tavoli interni. L’esperienza diretta di chi lavora sul campo è fondamentale».

Trasparenza sotto i riflettori

Terminati i sessanta giorni, tutte le osservazioni saranno pubblicate in forma anonima sul sito dell’organismo competente. Dopo partirà una valutazione tecnica con risposte dettagliate sui rilievi più importanti. Solo allora si potrà procedere con l’approvazione definitiva delle norme.

In passato processi simili hanno mostrato quanto sia difficile tenere conto di tutte le opinioni diverse. Stavolta però c’è l’intenzione chiara: dare un riscontro pubblico su ogni contributo importante o innovativo.

Il settore aspetta indicazioni chiare

Nel mondo professionale l’attesa è palpabile e si misura sui dettagli. Negli ultimi giorni sono arrivate già richieste informali per anticipare qualche contenuto degli Exposure Drafts, ma la linea ufficiale resta quella della riservatezza fino al via.

Tra le aziende quotate, le società di revisione e i consulenti fiscali cresce l’interesse soprattutto verso i capitoli legati alla sostenibilità ambientale e ai nuovi schemi di rendicontazione.

Andrea Rossi, commercialista milanese, commenta: «Ci aspettiamo indicazioni chiare dove oggi ci sono dubbi, soprattutto su come regole nazionali e standard UE interagiranno». Un nodo che potrebbe tradursi in modifiche operative già dall’autunno prossimo.

Cosa accadrà dopo la consultazione

Finita la fase aperta al pubblico, è previsto che le versioni finali dei documenti vengano approvate entro fine anno o nei primi mesi del 2026. Solo allora si capirà davvero come gli interventi influenzeranno imprese e professionisti.

Per ora resta solo da aspettare, con la consapevolezza diffusa che questa consultazione non è solo una formalità tecnica ma un vero banco di prova per il dialogo tra istituzioni e mondo produttivo del Paese.

Franco Sidoli

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