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Ultima Chiamata: Scelta tra Credito d’Imposta 4.0 e 5.0 entro Domani, le Modalità MIMIT

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Franco Sidoli

Roma, 1 dicembre 2025 – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha fatto chiarezza oggi sulle modalità per scegliere in base al recente provvedimento che vieta il cumulo tra incentivi. La comunicazione ufficiale, arrivata questa mattina, si inserisce in un quadro normativo che punta a una gestione più trasparente e ordinata delle risorse pubbliche destinate al sostegno delle imprese italiane.

Divieto di cumulo: cosa cambia per le imprese

Il punto centrale, spiegano da via Molise, è evitare che la stessa impresa possa ricevere contemporaneamente più contributi pubblici per lo stesso progetto. La nuova norma sul divieto di cumulo, annunciata qualche settimana fa, ha acceso un dibattito acceso tra imprenditori e associazioni di categoria. Solo oggi però sono state chiarite le procedure pratiche da seguire. Chi vuole accedere agli incentivi dovrà indicare con chiarezza – usando il modulo preparato dal MIMIT – a quale agevolazione rinuncia, segnalando anche eventuali altre misure già richieste o ottenute.

Le istruzioni del Ministero: scelta obbligata e tempi certi

Nella circolare diffusa poco dopo le 9, il ministero sottolinea che la scelta dell’agevolazione deve essere fatta al momento della domanda o entro la scadenza prevista dal decreto attuativo. “Vogliamo evitare sovrapposizioni e assicurare equità nell’accesso ai fondi pubblici”, ha spiegato un funzionario, ricordando che chi viola il divieto rischia la revoca totale o parziale dei contributi. La comunicazione deve essere inviata tramite piattaforma digitale – quella già usata per le principali misure MIMIT – allegando l’autodichiarazione firmata dal legale rappresentante.

Le reazioni del mondo produttivo: tra dubbi e richieste di chiarimento

Le associazioni di settore non hanno tardato a reagire. Confartigianato chiede “un sistema chiaro e flessibile”, mettendo in guardia contro inutili oneri burocratici. “Molte imprese stanno ancora cercando di capire come muoversi: il rischio è rallentare l’accesso alle risorse”, commenta Giovanni Neri, responsabile credito dell’associazione. Sulla stessa linea anche la CNA, che ha chiesto un confronto tecnico con i vertici del ministero per evitare “disparità di trattamento”. Nel frattempo, tra i piccoli imprenditori regna ancora molta incertezza.

Gli effetti sulle domande già presentate

Un punto caldo riguarda le pratiche già aperte. Il MIMIT specifica che anche chi ha già fatto domanda deve adeguarsi alle nuove regole: bisogna integrare la documentazione indicando la misura scelta entro i termini previsti, altrimenti la domanda sarà annullata. “Non ci saranno deroghe”, avvertono dagli uffici del ministero. Solo chi dimostra di non aver mai chiesto o ottenuto altri incentivi per la stessa iniziativa potrà andare avanti senza integrazioni.

Le prossime tappe: monitoraggio e possibili modifiche

Il percorso sembra segnato ma non chiuso. Fonti interne raccontano che il MIMIT sta preparando una fase di monitoraggio per capire come le nuove regole impatteranno sul sistema degli incentivi. Non è escluso qualche aggiustamento “se emergono problemi particolari”, spiegano da via Molise. Nel frattempo, molte imprese dovranno rivedere le strategie per accedere alle misure pubbliche, confrontandosi con regole più rigide ma pensate – assicura il ministero – per garantire “una reale trasparenza nell’uso dei fondi statali”.

Restano alcune questioni aperte su cui le associazioni chiedono risposte rapide: ad esempio se si potranno tutelare gli investimenti avviati prima delle nuove regole e come saranno gestiti i bandi regionali o locali con criteri diversi rispetto al quadro nazionale.

Un passaggio obbligato per il futuro degli incentivi

In attesa dei primi dati sull’attuazione pratica, il nuovo regime imposto dal divieto di cumulo rappresenta una tappa importante per la politica industriale italiana. Le prossime settimane saranno decisive – anche in vista delle scadenze fissate dai decreti – per capire se il sistema reggerà o se serviranno nuovi correttivi. Per ora imprese e consulenti restano concentrati sulle circolari ministeriali: da lì arriveranno le risposte operative tanto attese.

Franco Sidoli

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