Economia

Ravvedimento operoso: da gennaio è più conveniente, scende il tasso di interesse

Published by
Floriana Vitiello

Il meccanismo del ravvedimento operoso cambia le sue regole e da gennaio diventa più conveniente: il tasso di interesse scende.

I contribuenti che hanno intenzione di regolarizzare la propria posizione debitoria nei confronti del fisco hanno l’opportunità di sfruttare il meccanismo del ravvedimento operoso. Si tratta di un sistema che permette di pagare il debito beneficiando di una riduzione sulle sanzioni maturate.

Ravvedimento operoso, ecco come funzionerà nel 2024 – Lamiapartitaiva.it

Alle sanzioni, poi, si applica anche il tasso di interesse legale che nel 2024 farà tirare un sospiro di sollievo a molti debitori. L’aliquota infatti è stata fissata, come p6ogni anno, dal Ministero dell’Economia e delle 9Finanze, il 1° gennaio 2024, ed è più conveniente del solito.

Ravvedimento operoso: un cambio di regole che fa felici i debitori

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha definito il nuovo tasso di interesse legale da applicare al meccanismo del ravvedimento operoso. Stiamo facendo riferimento a quello strumento messo a disposizione dei cittadini che hanno maturato una posizione debitoria nei confronti del fisco e desiderano regolarizzarla in maniera autonoma.

Questa presa di responsabilità prevede la riduzione delle sanzioni applicate al debito e interessi ridotti. Il ricalcolo dell’importo realmente dovuto dal debitore dipende da quanto tempo è trascorso dall’insorgere del debito al momento in cui si è ricorso al ravvedimento operoso.

Ravvedimento operoso post contestazione – Lamiapartitaiva.it

Se la regolarizzazione spontanea avviene entro 30 giorni, si parla di ravvedimento breve ed è previsto l’applicazione di una sanzione applicabile pari ad un decimo del minimo. Si parla di ravvedimento lungo quando trascorrono dal trentunesimo al novantesimo giorno successivo alla scadenza. In questo caso, l’attenzione è ridotta a 1/9 del minimo.

Il ravvedimento, invece, è annuale quando avviene superato il 91° giorno dopo la scadenza fino al termine della dichiarazione relativa all’anno in cui è avvenuta la violazione. In questo caso, si applica una sanzione pari ad 1/8 del minimo. Per il ravvedimento oltre l’anno la sanzione pari a 1/7 del minimo; il ravvedimento oltre i due anni prevede l’applicazione di una sanzione di 1/6 del minimo. Infine, c’è il ravvedimento operoso post contestazione da parte degli uffici delle Entrate che prevede l’applicazione di una sanzione pari ad 1/5.

Ad ogni modo il MEF, con decorrenza dal 1 gennaio 2024, ha fissato il tasso di interesse annuo al 2,50%. Questo valore sarà operativo fino al termine dell’anno e dimezza il valore della precedente misura in vigore nel 2023, che ammontava al 5%. Si tratta di una significativa riduzione che tiene conto del rendimento medio hanno lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi.

Floriana Vitiello

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