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Reddito da lavoro dipendente: soglia forfettari confermata a 35.000 euro anche nel 2026

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Sonia Rinaldi

Roma, 6 gennaio 2026 – Il limite maggiorato per i pagamenti in contanti resta confermato anche per il 2026, lo ha ufficializzato il Ministero dell’Economia con una circolare diffusa ieri sera da via XX Settembre. La soglia, introdotta due anni fa con la legge di Bilancio 2024, aveva già alzato il massimo consentito per le transazioni in contanti tra privati e imprese. Secondo fonti del dicastero guidato da Giancarlo Giorgetti, questa scelta risponde sia alle richieste delle categorie produttive sia alla necessità di mantenere un equilibrio nella lotta all’evasione fiscale.

Cinquemila euro: cosa cambia per cittadini e imprese

L’ultimo aggiornamento normativo fissa il tetto massimo per i pagamenti in contanti a cinquemila euro. Una soglia valida sia nei rapporti tra privati, sia nelle transazioni commerciali, comprese quelle negli esercizi e tra aziende. Se si supera questa cifra, diventa obbligatorio utilizzare strumenti tracciabili come bonifici bancari, assegni o carte di pagamento.

Negli ultimi giorni, soprattutto durante il caotico periodo natalizio, molti commercianti e clienti si sono rivolti alle associazioni di categoria per chiarimenti. “Non conta perché si paga, ma come si paga”, ha spiegato un funzionario di Confcommercio. Un promemoria utile che mette fine ai dubbi sull’interpretazione della norma.

Eccezioni e multe: cosa c’è da sapere

Il quadro resta semplice ma con qualche eccezione. Per esempio, i turisti stranieri fuori dall’Unione europea possono pagare fino a diecimila euro in contanti, a patto che la transazione avvenga con operatori autorizzati e sia dichiarata secondo regole precise. Questa deroga punta a dare ossigeno al settore del lusso, che secondo Confesercenti è cresciuto del 7% nell’ultimo anno proprio grazie a questa maggiore libertà nei pagamenti.

Chi invece infrange il limite rischia una multa amministrativa pari al 5% della cifra pagata oltre la soglia consentita. “Le regole sono chiare e vengono fatte rispettare senza eccezioni”, ha sottolineato ieri mattina un ispettore dell’Agenzia delle Entrate durante un controllo casuale nel quartiere Parioli.

Tra applausi e critiche: le voci dal mondo economico e politico

La conferma del limite maggiorato per i contanti ha acceso reazioni contrastanti. Gli operatori economici accolgono con favore la decisione, vedendola come un segnale di apertura verso le loro esigenze. “Ci permette di lavorare meglio con alcuni segmenti di clientela”, dice Paolo Valente, titolare di una storica gioielleria in via Condotti. Di tutt’altro avviso sono le associazioni impegnate nella lotta all’evasione.

L’Unione nazionale consumatori teme una riduzione della tracciabilità dei movimenti di denaro illecito. Questa posizione è stata ribadita ieri anche dai gruppi di opposizione in Aula. Laura Boldrini (Pd) ha parlato chiaro: “Un limite così alto è un passo indietro sulla trasparenza”. Dall’altra parte, la maggioranza risponde senza mezzi termini: “Non ci sono dati certi che colleghino direttamente l’innalzamento della soglia con l’aumento dei reati fiscali”, ha replicato il sottosegretario all’Economia Federico Freni.

Cosa cambia nella vita quotidiana: controlli più stretti e consigli utili

Sul campo, la nuova soglia richiede qualche attenzione in più. Nei negozi più frequentati – supermercati, tabaccherie, grandi catene di elettronica – sono tornati ben visibili i cartelli che ricordano il limite dei pagamenti in contanti vicino alle casse automatiche. “Ogni giorno riceviamo tre o quattro domande dai clienti”, racconta Roberta Migliacci, cassiera in una Coop romana. Spesso chi chiede è un pensionato poco abituato agli strumenti digitali o un turista straniero.

Chi paga oltre i cinquemila euro deve sempre essere identificato e l’operazione deve risultare tracciabile. Le banche hanno confermato – tramite l’Abi – che nessuna transazione sopra questo limite può essere eseguita senza una giustificazione scritta o senza registrazione nei sistemi anti-riciclaggio. Da febbraio partirà anche una campagna informativa rivolta ai commercianti.

Sguardo al futuro: quali scenari legislativi ci aspettano

Il tema dei pagamenti in contanti resta caldo nel dibattito parlamentare. A primavera è previsto un nuovo confronto tra Ministero dell’Economia e associazioni dei consumatori per valutare possibili modifiche basate sui dati raccolti nei primi mesi del 2026. Per ora però non si prevedono cambiamenti imminenti. Fonti vicine al governo ammettono che l’attenzione sui flussi di denaro resta alta più che mai.

Insomma, anche quest’anno sarà fondamentale rispettare il limite maggiorato, tra esigenze pratiche quotidiane e controlli sempre più severi sul rispetto delle regole.

Sonia Rinaldi

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