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Richieste ANC ai candidati CNDCEC: le priorità per il mandato 2013-2016

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Luca Ippolito

Roma, 11 gennaio 2026 – A pochi mesi dalla fine del mandato 2013-2016, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili attraversa una fase delicata. È il momento di transizione che porta la categoria verso le nuove elezioni. Un passaggio cruciale, dicono chi lo vive da vicino, fatto di riflessioni sul cammino fatto finora e sulle sfide ancora da affrontare. In queste settimane, l’Associazione dei Commercialisti ha voluto fare un punto sulla strada percorsa negli ultimi tre anni, fissando nero su bianco le priorità per il futuro del Consiglio.

Mandato in scadenza: un bilancio a metà percorso

Negli ultimi giorni è arrivata nelle caselle email degli iscritti una lettera rivolta ai candidati alle prossime elezioni del Consiglio Nazionale. Un messaggio semplice nel tono, ma chiaro nel contenuto. “Siamo ormai a metà del guado del cosiddetto periodo transitorio”, si legge all’inizio. Un passaggio che parla sia della situazione istituzionale vissuta dalla categoria, sia di quel senso diffuso tra i professionisti di essere in sospeso tra il passato e l’incertezza della nuova governance.

Il documento, firmato da una delle associazioni più rappresentative del settore, ripercorre i temi principali affrontati in questi tre anni. Alcune questioni restano aperte—dall’assegnazione degli incarichi pubblici alle nuove esigenze di formazione continua, dal rapporto con il Ministero della Giustizia alla digitalizzazione degli studi, fino alle difficoltà quotidiane con la burocrazia fiscale. “Abbiamo cercato di tirare le somme sul mandato che sta per finire”, spiegano gli autori, sottolineando l’importanza di una riflessione condivisa e realista su quanto fatto e sulle criticità rimaste.

Tra vecchio e nuovo: le sfide sul tavolo

La lettera non evita i temi più spinosi. In particolare mette in luce come il periodo transitorio sia stato segnato da norme incerte, anche a causa dell’adeguamento alle nuove regole della riforma delle professioni. Solo dopo questa fase—spiegano dall’associazione—si potrà “iniziare davvero un nuovo percorso di rappresentanza efficace”, capace di difendere gli iscritti e allo stesso tempo prestare maggiore attenzione alle esigenze locali.

“Non possiamo nascondere le difficoltà incontrate”, ammettono i firmatari, riferendosi ai continui confronti con le istituzioni e agli sforzi per rendere trasparenti nomine e accesso alle funzioni pubbliche. Sullo sfondo resta la questione della competitività della categoria, messa a dura prova dalla crisi economica degli ultimi anni e dalla crescente pressione fiscale. “Serve un dialogo più costruttivo con i Ministeri coinvolti”, sottolineano ancora dall’associazione, facendo notare come alcune problematiche siano ormai ben note anche ai vertici governativi.

Le priorità per il prossimo Consiglio Nazionale

Tra i punti chiave della lettera spicca l’attenzione alla formazione: “Oggi il commercialista deve aggiornarsi continuamente”, si legge chiaramente. Le ultime novità normative hanno cambiato profondamente il ruolo del professionista contabile, che deve tenersi al passo su fiscalità internazionale, diritto societario e strumenti digitali per gestire lo studio.

Un altro nodo riguarda la rappresentanza sul territorio. L’Associazione invita a superare i campanilismi per rafforzare la coesione tra gli ordini provinciali. Questo obiettivo passa anche dal coinvolgimento attivo delle nuove generazioni di commercialisti, chiamate a spingere sull’innovazione senza perdere di vista l’etica professionale.

L’appello finale: costruire insieme il futuro

Nel finale la lettera si fa più diretta. I candidati alle elezioni sono esortati ad ascoltare le richieste emerse durante questi anni di mandato. “Il cammino comune intrapreso va rafforzato e rilanciato”, scrivono gli autori. La partecipazione degli iscritti alle assemblee provinciali nelle settimane scorse viene vista come “un segnale positivo”, secondo chi ha raccolto le impressioni dal territorio.

Chiude una riflessione sulla responsabilità collettiva: “Solo con un confronto sincero potremo garantire alla categoria un futuro solido”. Le urne si apriranno in primavera (le date ufficiali non sono ancora state comunicate), ma già ora si respira un clima di cauto ottimismo: i commercialisti italiani si preparano ad affrontare questa nuova stagione elettorale tra aspettative, qualche timore e molti nodi ancora da sciogliere.

Luca Ippolito

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