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Riforma condominio: obbligo di laurea per amministratori e nuovi criteri contabili nel rendiconto

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Luca Ippolito

Milano, 12 gennaio 2026 – Il Governo è al lavoro su una riforma delle regole per la contabilità condominiale, con l’obiettivo di rendere più chiaro il rendiconto annuale e di imporre la nomina di un revisore condominiale nei casi più complessi. Una decisione che nasce da problemi concreti: negli ultimi anni, infatti, la gestione dei bilanci nelle diverse realtà abitative – dalle grandi palazzine del centro ai complessi in periferia – ha spesso fatto discutere, sfociando a volte in veri e propri contenziosi tra amministratori e condomini.

Conti più trasparenti: norme in arrivo per il rendiconto condominiale

Nel dettaglio, il Ministero della Giustizia – secondo fonti parlamentari ascoltate in questi giorni – sta valutando alcune modifiche al Codice Civile per chiarire come devono essere compilati e mostrati i documenti contabili. La parola d’ordine, spiegano i tecnici del dicastero, resta trasparenza: ogni voce di spesa dovrà essere spiegata in modo semplice, così da non lasciare dubbi anche a chi non è esperto.

La questione è particolarmente sentita nei condomini con molti proprietari – 20, 30 o anche più di 100 – dove la gestione delle spese comuni (riscaldamento, manutenzione dell’ascensore, pulizie) può diventare complicata. “Spesso capita che i condomini non capiscano da dove arrivino certe cifre o che i bilanci siano presentati in modo poco chiaro”, racconta Anna Moretti, amministratrice a Milano con oltre vent’anni di esperienza. Un segnale chiaro: servono non solo regole più precise, ma anche moduli standard e criteri condivisi.

Revisore condominiale obbligatorio: cosa cambia

Una novità importante riguarda la figura del revisore condominiale. Fino ad oggi si nominava solo se lo chiedeva la maggioranza dei condomini. Con la nuova riforma – dicono fonti vicine al Ministero – l’incarico potrebbe diventare obbligatorio quando il condominio supera una certa dimensione (ad esempio oltre 20 unità) o se le spese annuali superano una soglia stabilita.

Il controllo dei conti sarà affidato a un professionista esterno iscritto all’albo. Il suo compito principale sarà verificare che tutto sia in ordine e prevenire conflitti interni. “Con un controllo terzo si riducono gli errori e si limita il rischio di scorrettezze”, spiega Enrico Baldini, commercialista milanese già impegnato come revisore in grandi complessi residenziali.

Bilanci poco chiari: tensioni sempre più frequenti

La gestione economica dei condomini è diventata un tema caldo. Secondo un’indagine dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali (ANACI), nel 2025 sono cresciute le segnalazioni di problemi legati ai rendiconti, spesso all’origine di assemblee infuocate e ricorsi legali.

Un caso concreto arriva dal quartiere Forlanini a Milano: qui lo scorso autunno una lite sulle spese per rifare la facciata ha portato alcuni residenti a rivolgersi al giudice civile. “È difficile capire quanto si paga davvero e a chi vanno i soldi”, racconta uno dei condomini coinvolti. Situazioni come questa, spiegano dal Governo, dovrebbero diventare meno frequenti con regole più chiare e una maggiore attenzione verso gli amministratori.

Riforma alle porte: tempi e dubbi degli amministratori

Per ora il testo ufficiale delle modifiche non è ancora arrivato in Parlamento. Fonti vicine alla Commissione Giustizia prevedono però che una prima bozza possa vedere la luce entro marzo. L’obiettivo, confermano ambienti ministeriali, è chiudere tutto entro l’estate così da far partire le nuove regole già nel secondo semestre del 2026.

Gli amministratori professionisti seguono con interesse ma anche con qualche preoccupazione queste novità. Se da un lato una maggiore chiarezza potrebbe semplificare il lavoro e ridurre le contestazioni, dall’altro i piccoli studi temono costi maggiori e nuovi adempimenti. “Dovremo organizzarci meglio, aggiornando i software e facendo formazione continua”, ammette Marco Taverna, amministratore nella zona Navigli.

Resta da vedere come saranno messe in pratica le nuove norme e se ci saranno eccezioni per i condomini più piccoli o con bilanci meno consistenti. Solo dopo l’approvazione definitiva si avranno certezze. Intanto però c’è una spinta forte verso una gestione più professionale degli stabili, un aspetto che le associazioni dei proprietari considerano fondamentale: “È nell’interesse di tutti”.

Luca Ippolito

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