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Riforma Ddl: come funziona la trascrizione dell’accettazione tacita e presunta dell’eredità con dichiarazione sostitutiva

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Luca Ippolito

Roma, 22 novembre 2025 – Il **Disegno di legge sulla semplificazione e digitalizzazione**, approvato ieri pomeriggio dal Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi, mette mano all’**articolo 2648 del codice civile** con l’obiettivo di snellire e velocizzare la registrazione degli atti di trasferimento di immobili in Italia. Secondo il ministro della Giustizia Carlo Nordio, questa modifica punta a **tagliare la burocrazia** e a rendere i passaggi di proprietà più **trasparenti e facilmente tracciabili**.

## **Le novità sull’articolo 2648 del codice civile**

Al centro della riforma c’è una riscrittura dell’**art. 2648 c.c.**, la norma che regola come si trascrivono gli atti relativi ai beni immobili nei registri pubblici. Fino a oggi, la procedura era un groviglio di carte e attese lunghe, spesso ritenute troppo dai professionisti e dai cittadini. Ora, come riporta la bozza diffusa ieri sera, si punta a una **piena digitalizzazione delle pratiche** con l’uso obbligatorio di firme elettroniche qualificate da parte di notai e pubblici ufficiali.

Il nuovo sistema girerà tutto intorno al **portale unico nazionale delle trascrizioni immobiliari**, che sarà gestito dall’Agenzia delle Entrate. Qui – spiega una nota del ministero – ogni atto di vendita, donazione o successione sarà caricato direttamente dal professionista incaricato, corredato da una marcatura temporale certificata e dalla ricevuta digitale in tempo reale.

## **Tempi più veloci, meno carta e controlli più stretti**

Le prime stime del Governo indicano che la digitalizzazione potrebbe ridurre i tempi medi per registrare un atto immobiliare da circa **30 giorni a meno di una settimana**. I tecnici parlano di una “rivoluzione silenziosa” perché coinvolgerà poco a poco tutti: notai, avvocati, tribunali, uffici pubblici e cittadini.

“Era ora – ha detto ieri sera Francesca Biagini dell’Agenzia delle Entrate – di mettere strumenti moderni per limitare errori materiali, frodi e sovrapposizioni nelle trascrizioni”. La piattaforma incrocerà in tempo reale i dati anagrafici e catastali con le banche dati esistenti per evitare doppi registri sullo stesso immobile o conflitti tra chi ha diritto.

Qualche dubbio però c’è. L’Associazione nazionale dei notai chiede un “periodo transitorio” per adattare gli studi e formare il personale. “Non si può passare al digitale da un giorno all’altro”, ha sottolineato il presidente Marco Siclari. “Serve garantire sicurezza informatica e supporto tecnico, soprattutto per i piccoli studi in provincia”.

## **Cosa cambia per cittadini e operatori**

Per chi compra o vende casa la riforma promette procedure più snelle. Da Roma a Palermo basterà andare dal notaio con i documenti digitali: sarà lui a caricare tutto sul portale dedicato e l’esito della trascrizione sarà consultabile online. Sparisce quindi l’obbligo di conservare copie cartacee negli uffici; resta però – almeno per ora – la possibilità di stampare un certificato digitale con QR code utile per eventuali controlli.

Gli esperti spiegano che questa nuova legge potrebbe dare slancio al mercato immobiliare perché riduce le incertezze legate ai tempi tecnici delle trascrizioni e rende più chiaro chi fa cosa. “È un passo che operatori internazionali chiedevano da anni”, osserva Giulia Lo Monaco, docente di diritto civile alla Sapienza. “Adeguarsi agli standard europei è ormai indispensabile se vogliamo attirare investimenti”.

## **Il futuro della riforma: quando entrerà in vigore**

Il **ddl su semplificazione e digitalizzazione** dovrà ora superare il consueto iter parlamentare. Fonti della Commissione Giustizia della Camera riferiscono che la discussione potrebbe partire già nelle prossime settimane; l’esecutivo punta ad arrivare all’approvazione definitiva entro la primavera del 2026. Nel frattempo sono previsti corsi online per i professionisti e campagne informative rivolte ai cittadini.

Nel testo approvato ieri si legge che le nuove regole diventeranno operative “entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge”. Fino ad allora restano validi i vecchi moduli cartacei. Ma come spesso accade con le riforme digitali, tutto dipenderà dalla capacità delle amministrazioni locali di adeguarsi ai nuovi standard.

Non tutti sono convinti che i tempi saranno così rapidi. “Vogliamo prima vedere la piattaforma funzionare davvero”, ha commentato con prudenza un tecnico comunale fuori dagli uffici di via Arenula stamattina. Ma il segno sembra chiaro: **digitalizzazione degli atti immobiliari** e semplificazione procedurale sono ormai priorità – almeno sulla carta – per il legislatore.

Luca Ippolito

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