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Superbonus 2024: come restituire il contributo non spettante in modo semplice e veloce

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Sonia Rinaldi

Roma, 12 novembre 2025 – L’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza ieri, con la risoluzione n. 64 del 10 novembre 2025, sulle modalità per la restituzione spontanea del contributo superbonus 2024 che non spetta più. La misura riguarda le persone fisiche che hanno ottenuto l’agevolazione al 70%, prevista dal DL 212/2023. Parliamo di chi, tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2024, ha sostenuto spese per lavori edilizi con il superbonus e ora deve restituire, in tutto o in parte, quanto ricevuto.

Chi deve restituire il contributo superbonus 70%

Il contributo a fondo perduto, introdotto dall’articolo 1 comma 2 del DL 212/2023, è destinato a chi ha sostenuto spese agevolate con il superbonus al 70% nel periodo indicato. Il beneficio spettava solo a chi, al 31 dicembre 2023, aveva raggiunto uno stato di avanzamento lavori (SAL) di almeno il 60%, come previsto dall’articolo 119 comma 8-bis del DL 34/2020. Inoltre, bisognava rientrare in determinate condizioni reddituali stabilite sempre dal comma 8-bis.1.

La nuova risoluzione spiega che se, dopo l’accredito sul conto corrente, il contributo risulta – anche solo in parte – non dovuto (ad esempio a seguito di controlli o di una verifica fatta direttamente dal beneficiario), è necessario restituire spontaneamente le somme all’Erario.

Come restituire: le istruzioni dell’Agenzia

La restituzione va fatta con il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” (meglio noto come F24 ELIDE), rispettando le regole dell’articolo 17 del DLgs. 241/97. Non è possibile compensare l’importo con altri crediti fiscali. Per l’occasione è stato istituito un nuovo codice tributo: “8161”, chiamato “Contributo a fondo perduto per superbonus – Restituzione spontanea – art. 1, comma 2, DL 212 del 2023”.

Nel dettaglio, il contribuente deve compilare la sezione “CONTRIBUENTE” del modello F24 ELIDE con il proprio codice fiscale e i dati anagrafici. Nella sezione “ERARIO ED ALTRO” va indicato, nel campo “tipo”, la lettera “R”, mentre il campo “elementi identificativi” resta vuoto. Il codice tributo da usare è il “8161”. L’“anno di riferimento” deve essere il 2024, cioè l’anno in cui è stato riconosciuto il contributo (da scrivere nel formato “AAAA”). Infine, nel campo “importi a debito versati” si inserisce l’importo da restituire.

Restituzione volontaria: tempi e responsabilità

La restituzione spontanea è una possibilità per chi si accorge di aver ricevuto il contributo indebitamente, senza dover aspettare una comunicazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Una scelta che può evitare multe e contenziosi. “Abbiamo voluto offrire una strada chiara e trasparente per chi vuole sistemare la propria posizione”, ha spiegato un funzionario dell’Agenzia contattato da alanews.it.

Secondo le prime stime, a dover restituire potrebbero essere alcune centinaia di contribuenti, soprattutto in Lombardia e Lazio, dove gli interventi edilizi agevolati sono stati più numerosi. Non ci sono scadenze rigide per la restituzione volontaria, ma l’Agenzia invita a muoversi senza indugio, per evitare interessi o sanzioni in caso di controlli futuri.

Controlli e rischi per chi non restituisce

L’Agenzia delle Entrate ha già iniziato a controllare le domande di contributo superbonus presentate nel 2024. Chi non restituisce spontaneamente il denaro non dovuto rischia sanzioni amministrative e il recupero forzoso delle somme. “Chi si accorge di un errore farebbe bene a correggere subito la situazione, prima che partano i controlli ufficiali”, avverte un commercialista romano che segue diversi casi legati al superbonus.

La risoluzione n. 64/2025 è un passaggio importante nella gestione delle agevolazioni fiscali per l’edilizia, offrendo ai contribuenti uno strumento concreto per correggere eventuali errori o irregolarità nel godimento del superbonus al 70%.

Per maggiori dettagli e per scaricare il modello F24 ELIDE aggiornato, si può consultare il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o rivolgersi ai centri di assistenza fiscale autorizzati.

Sonia Rinaldi

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