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Superbonus e Crediti d’Imposta: Stop al Divieto di Compensazione e Proroga per la Ricostruzione Sismica

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Franco Sidoli

Roma, 24 dicembre 2025 – Nella tarda serata di ieri il governo ha scelto di aumentare il contributo per la ricostruzione destinato alle aree del Centro Italia colpite dai terremoti degli ultimi anni. La decisione, presa durante il Consiglio dei ministri alle 19 in Palazzo Chigi, vuole dare una spinta più forte alla ripresa economica e sociale dei territori danneggiati tra il 2016 e il 2017, da Amatrice a Norcia e ai piccoli paesi dell’Appennino.

Più soldi per la ricostruzione dopo il sisma

Il decreto, proposto dalla Presidenza del Consiglio insieme al Ministero dell’Economia, prevede un aumento del contributo pubblico per le famiglie e le imprese che hanno subito danni a case o attività. Secondo fonti di governo, l’incremento si aggira tra il 10% e il 15% rispetto agli stanziamenti precedenti, con una dotazione extra di circa 400 milioni di euro per i prossimi due anni. Dal Dipartimento della Protezione Civile spiegano che si tratta di “un adeguamento necessario, visto l’aumento dei costi di materiali e manodopera registrato negli ultimi due anni”.

Perché questo aumento

A chiedere a gran voce questo intervento sono state soprattutto le amministrazioni locali. I sindaci delle zone terremotate – da Sergio Pirozzi ad Amatrice a Nicola Alemanno a Norcia – hanno sottolineato più volte l’urgenza di non fermare la ricostruzione proprio ora che “gran parte dei cantieri sono aperti ma molte famiglie rischiano di non riuscire a finire i lavori a causa dei rincari”. Dati ufficiali dell’Ufficio Speciale Ricostruzione (USR) segnalano che solo nel 2025 sono state presentate oltre 1.800 richieste di integrazione ai contributi, con un aumento medio delle spese attorno al 12%.

Come cambiano le regole

I criteri per accedere ai contributi restano gli stessi già stabiliti, ma salgono le percentuali massime rimborsabili. Per le case gravemente danneggiate, il tetto passa da 1.500 euro a 1.700 euro al metro quadro. Per le attività produttive – dalle piccole botteghe agricole alle aziende manifatturiere – l’incremento va da 200 a 400 euro al metro quadro, secondo la gravità del danno. “La misura riguarda solo chi ha presentato domanda entro i termini previsti dal piano di ricostruzione,” ha precisato il commissario straordinario Giovanni Legnini.

Le reazioni sul territorio

La notizia ha suscitato speranze ma anche qualche dubbio. Stamattina in piazza Cavour ad Amatrice, poco dopo le 9, alcuni residenti hanno discusso animatamente davanti al bar Centrale: “Speriamo sia la volta buona,” ha detto Marco Nardi, 54 anni, tornato nel cratere dopo anni di attesa. C’è però chi teme ritardi: “Se i soldi non arrivano subito rischiamo solo altri rinvii,” ha commentato Mirella Di Paolo, commerciante locale. Le associazioni delle vittime chiedono invece tempi certi e controlli rigorosi sull’effettivo arrivo dei fondi.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il governo promette controlli costanti con verifiche ogni tre mesi. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ieri in conferenza stampa ha sottolineato: “Questo aumento nasce dall’ascolto vero delle esigenze delle comunità colpite. Solo così possiamo far andare avanti la ricostruzione senza intoppi”. Nel decreto è stato inserito anche uno snellimento delle procedure burocratiche per velocizzare i pagamenti, un punto fondamentale secondo le amministrazioni locali.

Le difficoltà ancora sul tavolo

Restano però problemi aperti: alcune zone rosse non sono ancora riaperte e nei centri storici i cantieri complicano la vita quotidiana. A Norcia molti negozi lavorano a ritmo ridotto; ad Arquata del Tronto decine di famiglie aspettano ancora soluzioni abitative definitive. L’Associazione nazionale dei costruttori edili (ANCE) fa sapere che “un maggiore afflusso di risorse era atteso da tempo: ora serve un impegno comune tra enti pubblici e imprese per trasformare questi fondi in cantieri attivi e case consegnate”.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se questo aumento del contributo alla ricostruzione riuscirà davvero a far ripartire una fase ancora fragile del rilancio del Centro Italia ferito dai terremoti. Ora la parola passa ai territori e ai cittadini: tra pazienza e speranze, la ricostruzione prova finalmente a voltare pagina.

Franco Sidoli

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