Le Partite Iva hanno la possibilità di usufruire di un concordato così da ridurre il peso avvertito per i debiti, ecco come si deve fare.
Essere libero professionista può rappresentare per alcuni un vantaggio, soprattutto perché si ha modo di gestirsi in autonomia il proprio lavoro, ma allo stesso comporta degli oneri che è bene conoscere prima di compiere questo importante passo. In questo caso, infatti, non si ha diritto a ferie e malattia, oltre a dover pagare in autonomia i contributi con tasse che spesso sono tutt’altro che basse.
Come sa bene chi è a Partita Iva, una delle rate ha spesso fatto discutere visto che si è costretti a versare un importo sulla base di una previsione di quanto si andrà a guadagnare pur senza averne certezza. Il rischio di pagare più di quanto sarebbe dovuto non può quindi essere escluso, ma anche di non essere in grado di essere adempiente se le cifre risultano essere troppo elevate (non si tratta ovviamente dell’unica spesa che si deve sostenere).
Usufruire di un concordato preventivo può essere davvero provvidenziale, specie se si è in difficoltà economica e si fatica a saldare tutti i debiti. Questa soluzione è disponibile ora per le Partite Iva, che dal 2024 possono scaricare la versione precompilata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Chi ha scelto il regime forfettario può appunto sfruttare questa misura solo per un’annualità. Chi è interessato potrà aderire a partire dal 15 giugno, ma non oltre il 15 ottobre. Tutte le partite iva hanno la possibilità di sfruttare questa misura presentando il modello Cpb, allegato agli Isa, mentre i forfettari troveranno una sezione ad hoc nel Modello Redditi, presente nel quadro LM: una volta compilata la sezione VI, sarà l’Agenzia delle Entrate a prendere contatto con il contribuente e a fare una proposta per poter regolarizzare la propria posizione.
All’interno di questo punto del documento ci sono delle parti che non si dovrà dimenticare di compilare, ovvero:
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